Cannes non losers 2014. (italians)

 

Come ogni anno, veloce carrellata di campagne che non dovrebbero sfigurare all’imminente Cannes Lions. Stavolta però, per spirito patriottico pre-mondiali, ci concentriamo solo su quelle italiane. Ricordiamo sempre che il festival nacque a Venezia (per questo il suo simbolo è il Leone), poi ce lo facemmo sfuggire con la consueta lungimiranza italica, e ora arricchisce le grandi tasche dei pantaloncini a mezza coscia dei già ricchi abitanti della Costa Azzurra. Dal 15 di giugno il Festival inizierà a distribuire la abnorme e potenziale cifra di 1500 leoni (contando, tra categorie e sottocategorie, anche argenti e bronzi, anche se non tutti verranno assegnati), contro il misero centinaio degli anni pre-digital. Più possibilità per tutti, più soldi nelle casse del festival, ma sempre un grande onore esserci. A proposito, sapete quanto costa un duplicato di una statuetta regolarmente vinta?

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Intanto c’è già un lavoro che è nei 30 finalisti della neonata categoria Innovation, che parte in anticipo sul festival. Eccolo qui, agenzia Leo Burnett. Notare che prima di diventare una case-history da Cannes, questo era probabilmente un “noioso” brief sulla scrivania di qualcuno.

 

Venendo ai papabili, punto molti dei miei spicci sulla intelligente operazione di Publicis Roma per Renault Dacia, che sposa una delle tendenze più contemporanee del settore: pubblicità che è utile a qualcosa o a qualcuno, oltre ad esserlo per il brand che paga il tutto. 

 

Che succede nella amata Radio? Poco, come sempre da noi. Ma ecco una campagna che ha già vinto l’Oro all’Eurobest, e non dovrebbe passare inosservata alla giuria del festival. Forse il meccanismo creativo non è nuovissimo, ma i radio sono scritti bene e fanno ridere. Agenzia Y&R.
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Per il terzo anno di seguito Saatchi&Saatchi reinterpreta lo stesso brief (Giornata della Sindrome di Down) in modo totalmente diverso. Come se fossero state tre agenzie differenti a lavorare per Coordown, il che è esattamente la forza di questa serie di operazioni. Virale e incontestabile anche dai più cinici, un video che è arrivato dove doveva arrivare, solo raccontando una verità. 

 

Forse non è la prima volta che si chiede a dei bambini di ideare una campagna, ma qui l’operazione “Pets4Pets” di Leo Burnett per WWF sembra riuscita particolarmente bene, orchestrata alla perfezione e piena di spunti belli. (Case aggiornata 6/6).  

 

Un’altra intelligente operazione, forse la meno “italiana” di tutte. Quanto inchiostro ci fumiamo ogni giorno? Giustamente iscritta anche tra le Infografiche spettacolari. Agenzia TBWA Milano.

 

Un’ interesante iniziativa per proteggere la libertà di stampa, sviluppata in 7 lingue diverse da Saatchi&Saatchi Roma.

 

Volevate anche una classica grande idea pubblicitaria? Eccola. Per me lo spot più bello uscito in Italia nell’ultimo anno. Delicato, impeccabile e internazionale. Bravi BBDO Milano.

 

Naturalmente non finisce qui, ma ho dovuto per motivi di spazio tralasciare tanti altri possibili candidati ai premi (molte altre operazioni, alcuni pezzi stampa, e poi tutti gli scherzi, di varia natura) che i nostri giurati sapranno certamente difendere al meglio trasformandoli in rigidi pupazzi di bronzo, argento o gold. E che il festival a sua volta trasformerà nei pupazzi più cari al mondo.

 

Elvis has left the building.

 

 

 

 

 

 

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