Temperatures.

Due filmati pescati questa settimana in giro. Il primo è opera di studenti: una finta campagna sociale per inviare termosifoni in Norvegia. Per tutto lo spot ti chiedi: va bene, ma che volete dirmi? Purtroppo te lo chiedi anche alla fine. Per fortuna la nota stampa che accompagna lo spot ci dice che “si voleva far comprendere che l’Africa non è solo povertà, fame AIDS e crimine;  un po’ come se vedessimo la Norvegia associata solamente al freddo, mentre c’è ben altro”. Insomma operazione al limite del gratuito-fastidioso, ma l’embrione del Radi-Aid pro Norvegia può far ridere.
Di tutt’altro spessore il grande film girato da Juan Cabral, il geniale director argentino di Gorilla Cadbury o delle palline-conigli-verince di Sony Bravia, tanto per citarne qualcuno. Alcune sequenze sono già memorabili. Ma la voce dell’uomo che odia l’estate è forse la cosa più bella del film: notate le pause, le incertezze, i sospiri, i mozziconi di parola. Tutto vero, niente suona finto. Esattamente come i condizionatori: fa venire i brividi.

Elvis has left the building.

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