Il rock mi chiede che fine ha fatto il mio spirito rock.

Ma perché invece non parliamo di te? Sei nato dal canto degli schiavi, hai fiancheggiato i diritti civili, disturbato dittature; hai innervosito la Regina, preoccupato i proprietari di hotel, spaccato chitarre, esaltato i flipper; sei rinato nei garage, hai riempito vallate, e hai avuto i più bei teatri giù nelle cantine. Sei stato vinile, pieno di graffi, poi anche cd, ma sempre pieno di graffi. Sei stato locandine, fanzine ciclostilate, bootleg. Ai bei tempi sei stato più influente dei politici. Ma oggi guarda come ti sei ridotto: vivi negli mp3, suoni solo nel mio iPod e vuoi che io ti legga su una rivista patinata – che non ha niente del tuo vecchio spirito – come Rolling Stone. E vieni a chiedermi che fine ho fatto? Io? Il tuo spot radio mi piace anche, ma tu, Rock made in RS, sei insopportabile quasi quanto Virgin Radio quando mi chiama “fratello”.

(Un’immagine del rock quando era in vita)

Elvis has left the building. 

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