Bill Bernbach, uomo dell’anno secondo Bill.

Bill Bernbach è una figura che volteggia sulla nostra professione (e specialmente su quella del copywriter) come una specie di angelo del bene. La sua visione di questo lavoro (humanity+creativity), le sue massime, e soprattutto il suo stile sono qualcosa di simile a un faro abbandonato che continua a fare luce sulla parte sbagliata del mare, quella in cui non naviga più nessuno. Ovvio che oggi lo si rimpianga, essendo il nostro lavoro diventato in-human e un-creative. Giuseppe Mazza, ottimo copywriter e fondatore di Tita, ha aperto una rivista cartacea  trimestrale sulla pubblicità (idea totally Disbanded, quindi apprezzata) e l’ha chiamata Bill. Proprio come Bill Bernbach. Il sottotitolo recita: Un’idea di pubblicità. C’è anche l’apostrofo. Non ricordo altre riviste su questo argomento in Italia. Le uniche che mi vengono in mente sono quelle di cui vengono omaggiate le agenzie, a cui di solito nemmeno si toglie il cellophane e finiscono nel cestino dei CEO, con in copertina gli autori del bonifico della settimana: sono infatti molto spesso a pagamento (le copertine). Ma già scorrendo l’indice del primo numero di Bill si comprende “l’altra idea”: un’inchiesta sulla Primavera Araba vissuta nelle agenzie arabe; un’intervista a John Hegarty e qualche brano dalla sua autobiografia appena uscita; un reportage fotografico sugli slogan di Occupy Wall Street; uno speciale sull’attualità di Bernbach; un diario pubblicitario da NY delle primarie USA. Insomma roba seria, scritta da gente seria e con un crafting notevole. La rivista – prodotta da Titadistribuita da Feltrinelli ma presto anche online –  in perfetto spirito idealista verrà presentata in una pizzeria al trancio di Milano il 20 gennaio dalle 12.30 (Pizzeria 40 in via Panfilo Castaldi 40). Anche se sono quasi certo che Bill – pur nella sua umanità – avrebbe richiesto del caviale.


Elvis has left the building.

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6 comments

  1. Riconosciuta subito l'illustrazione del mio “conoscente” David Tapia Hidalgo.

    Qui ci sono anche due pagine in super preview della rivista.

    Segno che non si è cercato di fare l'ennesima pacchianata, ma si sono coinvolti bravissimi collaboratori.

    Bravi, non mancherò.

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