"The List" ("Di chi è la colpa?") – Matteo Grandese

Non potendo partecipare alla Portfolio Night per un inconveniente di lavoro last minute*, ho pensato che ospitare un doppio-giovane-intervento in un solo giorno fosse un modo per riparare. Non lo è, ma in ogni caso ho interpellato due tra i migliori young copy che ho conosciuto. Anzi ora che ci penso non sono nemmeno tanto young.
*(In ogni caso io rispondo di norma a tutti i copy, e li vedo nei limiti del possibile tutti, quindi il vero modo per riparare alla mia “buca” è attendervi qui)

Inizio con Matteo Grandese, copy oggi in TBWA:
“Se devo essere proprio ligio al brief in realtà non c’è una pubblicità che mi ha fatto avvicinare a questo lavoro. non ho mai provato un particolare interesse nella pubblicità, prima di lavorarci. mi ci sono avvicinato perchè scrivevo e dipingevo e pensavo che fosse un mestiere che mi avrebbe lasciato il tempo e fornito stimoli per poter continuare a farlo, rispetto per esempio all’avvocato o al pusher. Ovviamente poi ho smesso. Di dipingere e scrivere intendo. Ma se posso andare un attimo fuori brief direi che quello che più mi ha influenzato è stato non una campagna ma un libro, “26.900 lire” di frederic beigbeder. Ironia, cinismo, spietatezza, fiumi di sciocchezze e una vita da rockstar. Una miscela di seduzione di massa per chi è in vena di romanticismo. Al terzo posto, come campagna che mi ha fatto innamorare di questo lavoro, metto “whooper sacrifice”. C’è tutto. E’ una pubblicità che è un esperimento sociologico che è un brainwashing che è una satira che è una pubblicità. In mezzo ce n’è una marea con cui ci siamo corteggiati, tra radio, ambient, stampa, spot, ecc, che per uno che è in questo mondo da così poco è difficile organizzare e classificare.
Se proprio devo scegliere direi forse le copyad di “The Economist”, quelle della serie “I never read The Economist”.

Elvis has left the building.

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2 comments

  1. Anch'io ho letto quel libro, e poco dopo ho iniziato a fare l'Art (leggere: a studiare, a fare stage, a lavorare gratis e tutto il resto). Non è che dipinga molto bene il mondo della pubblicità, ma affascina moltissimo.

  2. Bene.
    Anzi, male. (per la PN9)
    Avrai presto mie notizie…(sguardo torvo + ghigno sadico da angelo del male e/o broncio + braccia conserte da bambina capricciosa offesa -che è molto più pericoloso)

    E sì, è una minaccia.

    Intanto buon lavoro. 😉

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