Quando il ministro Giovanardi non era ministro.

Nel 1998 per questa campagna (foto in alto) che facemmo in S&S e che girò a Roma in affissione per un bel po’ di tempo, nessuno ebbe da ridire nulla. Paradossalmente si sollevarono polemiche solo dal mondo dei gay. Avevano – credo – interpretato male quell'”apertissimi”. A 13 anni di distanza, un analogo messaggio firmato da Ikea desta le ire del ministro Giovanardi. Per me è il segno chiaro di quanto questo paese invece di andare avanti, va indietro. Ma non serviva Ikea per capirlo.

Elvis has left the building.

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13 comments

  1. ineccepibile, purtroppo.
    se posso farti una domanda da novellino, come mai insieme alla data, è stato evidenziato il “siamo”, invece che “aperti/apertissimi”?

  2. Ciao, Ted
    considera però che nel '98 il tema non era contemplato nel dibattito politico e sociale. In altre parole, parlare di coppie o famiglie gay non suonava come una rivendicazione e perciò non risvegliava cupi fantasmi nella mente dei politici e della popolazione più sottosviluppati: erano provocazioni e basta. Oggi sono vere e proprie prese di posizione, civile e politica. E questo, a chi è intento a leccare le ghette del papa e del papi, brucia assai.

    Che poi stiamo tornando indietro, questo è un altro paio di maniche, benché drammaticamente vero.

    Graz

  3. Aperto o apertissimo ci sarai 🙂

    Evidentemente il Ministro Giovanardi l'ha presa troppo sul personale. Er Pompetta non risparmia più nessuno.

  4. Questo paragone storico autoriferito, secondo me, calza veramente poco.
    Quella di Romasposa era una campagnetta a diffusione locale per un cliente che non fa tendenza.
    I fascisti riescono a capire la differenza tra una campagna ininfluente per la storia dei costumi e una che è mediaticamente molto, ma molto, più visibile e autorevole (Ikea).
    Per un fascista, la tua è una campagna che scherza sui “froci” (e quindi, magari, gli piace pure).
    Comunque, potresti girarla insieme al post a Giovanardi.
    Magari s'accanisce a scoppio ritardato pure su questa.

    T N

  5. Giovanardi non mi è simpatico ma devo dire che ognuno ha diritto a dire la propria opinione.

    Tra l'altro le due campagne sono molto differenti perché quella di Ted non presenta la parola “famiglia”.

    Scrivere “tutte le famiglie” accostandoci due omosessuali apre un dibattito che non riguarda solo l'Italia e, a mio parere, ha tutti i motivi di esistere.

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