Quando la creatività è non inventarsi niente.

Mi piace quando per dire una cosa seria e vera si sceglie la strada più dritta. Ecco uno spot senza fronzoli della australiana Colman Rasic, piuttosto lungo ma dritto al punto, sulla piaga dello sfruttamento del lavoro nero. Girato benissimo (so real!), con bella colonna dei Muse (c’è anche una versione Radiohead). E a conti fatti, per la causa, forse arriva di più una cosa del genere rispetto alla classica bella trovata pubblicitaria. Di Disbanded ci sarebbe molto, ma sono questioni più grandi di questo blog. Per saperne di più: mtvexit. (Thanks My predictions.)

Elvis has left the building.

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5 comments

  1. Marco, con tutto il rispetto, visto che il cliente è da una parte il comune di Roma (che faceva la guerra a chi vendeva le borse false perché i commercianti si erano rotti il cazzo di avere i venditori abusivi di borse davanti ai propri negozi) e dall'altra MTV che a occhio e croce, riprendendo il NO LOGO della Klein fa fuoco sul lavoro nero in genere, c'è una bella differenza. E non solo di brief, ma anche di realizzazione. la domanda che ti pongo è: pensi che dietro un pallone della Nike non ci sia lo stesso ragazzino che hai messo nella fabbrichetta del falso? Inoltre, a parte la media falsità del messaggio della campagna del Comune, vogliamo parlare dell'esecuzione degna di “Babel” (se non l'hai visto corri a comprarlo, va bene anche da un negretto all'angolo della strada), del film di MTV?

    Piuttosto, trovo molto divertente la tua idea di Waiting for ted. Unica cosa: lo braccano in tanti Inventati un bel modo per acchiapparlo. Quello di oggi non mi è sembrato il migliore.

  2. Mi rivolgo all'anonimo qui di sopra:
    suvvia, è chiaro che tra la campagna del Comune e quella di MTV ci sia una bella differenza: di mezzi, di committente, di credibilità (curioso, ci pensate? un'emittente di musica è più credibile di un entità amministrativa come il Comune di una città di importanza mondiale).
    Non penso che Marco volesse paragonarsi.

    Dico questo anche per spirito di corpo, difendendo l'autore del rovescio del mio blog, iniziativa folle e molto bella. E per certi versi anche inutile, come io, te e lui ben sappiamo.

  3. Ok Anonimo, su alcune cose hai ragione e su altre no, non scendo nello specifico per non intasare il blog, se ti interessa scrivimi una mail.
    Quello che invece vorrei specificare qui è:
    – il qualcosa di simile lo vedo “quando per dire una cosa seria e vera si sceglie la strada più dritta” [anch'io scelsi di evidenziare il tragico collegamento tra prodotto e produttore, che uno tende a rimuovere];
    – ti assicuro che non è vero che si “faceva la guerra a chi vendeva le borse false perché i commercianti si erano rotti il cazzo di avere i venditori abusivi di borse davanti ai propri negozi”, Veltroni ha tanti difetti [il catalogo completo è nella rassegna stampa delle ultime settimane] ma ci sono certe cose che gli stanno a cuore, dico sul serio.

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