Replay, please.

Riporto qui una bella nota scritta da Till Neuburg:

“La Replay era stata fondata nel 1978 da Claudio Buziol – che aveva inventato l’invecchiamento artificiale del denim. Tre anni più tardi aveva creato con Renzo Rosso il Gruppo Fashion Box, che sarebbe poi diventato a sua volta la Diesel. Nel 2005, a soli 48 anni, Buziol era deceduto ad Asolo, per un infarto. Da ieri 18 ottobre la Replay rimette in onda in Italia uno spot internazionale girato 16 (!) anni fa. Sono sinceramente emozionato perché, anno dopo anno, ho sempre riproposto cocciutamente ai miei studenti questo autentico capolavoro come esempio di comunicazione intelligente, coraggiosa, superbamente realizzata. E ogni anno tutti questi studenti – tra i quali, alcuni sono ora direttori creativi – la reazione è sempre stata un’immediata e potente condivisione: di vision strategica, di treatment, di ammirazione tecnica, di pura e semplice complicità personale. E’ fantastico che oggi un commercial del 1993 sia (ancora, nuovamente?) in sintonia con la cultura, la vita, il mercato in un’area (la moda) dove quasi sempre trionfa il nulla, la banalume, i clichés, la volgarità. Era un’operazione nata e sviluppata senza agenzia. Il tema, il plot, i monologhi erano scritti dal regista Michael Haussman. E’ interamente girato in bianco e nero. Racconta il viaggio di un entertainer alla Lenny Bruce che, apparentemente single, va a trovare i suoi genitori in compagnia della piccola figlia. In realtà, questo capolavoro è un piccolo film – un corto di 90 secondi.
Haussman ha diretto un sacco di altri spot premiati e molti video musicali di grande successo che sicuramente avete visto anche voi (vedi anche il suo sito). Finora ha realizzato solo due feature: “Blind Horizon” con Val Kilmer, Sam Shepard e Faye Dunaway (del 2003) e “Rhinocers Hunting in Budapest” (del 1997) con attori cinematografici poco conosciuti ma dove recitavano due star della musica: Nick Cave e John Cale. La fotografia era del milanese Nicola Pecorini – una volta operatore specializzato nella Steadicam ma poi diventato un DoP molto importante (sua la fotografia visionaria e molto coraggiosa di “Paura e delirio a Las Vegas” di Terry Gilliam (con Johnny Depp, Benicio Del Toro, Cameron Diaz, Christina Ricci e Tobey Maguire), di “Regole d’onore” di William Friedkin e di “La setta dei dannati” di Brian Helgeland. Michael Haussmann vive a Roma.”

Elvis has left the building.

Advertisements

16 comments

  1. Decostruendo un po' il testo, la notizia è interessante perché mi sembra un esempio da manuale di “come fare la mosca cocchiera”. Dov'è la notizia? Uno spot vecchio di 16 anni viene riproposto tal quale. Ok, succede. Il vecchio, esperto e lungimirante professore di pubblicità è commosso perché si tratta del film che, ogni anno, ha “cocciutamente” presentato ai suoi allievi, che, tutti quanti, l'hanno sempre apprezzato incondizionatamente. Alcuni di questi sono diventati direttori creativi. Onore al merito. Ma, citando un altro vecchio spot, “Where is the beef”? La notizia è lo spot o l'emozione del professore? 🙂

  2. La notizia non c'è, non essendo un blog di notizie questo. C'è invece un bello spot che certamente non tutti qui conoscono, e anche l'interessante aspetto che un'azienda come Diesel “non butti via nulla”, ma anzi lo riproponga.
    Inoltre c'è l'aspetto Disbanded del protagonista che mi piaceva assai.

  3. Stupendo. Anche la regia sembra di ieri mattina, veramente un lavoro eccezionale. Peccato solo che il doppiaggio italiano lo ammazzi, lil monologo perde tutta la complicità, il calore e l'umanità originale. Buffo che 16 anni fa andasse in onda così com'era, se non mi ricordo male (avevo solo 15 anni) solo sottotitolato, e oggi invece lo doppino.

    Trendellemburg

  4. Il suggerimento, non la notizia, e' che' invece di scopiazzare le cose odierne degli altri, vanno studiate le basi. In musica sarebbe, invece degl indieni, il rock fino alla new wave.

  5. Ogni tanto sarebbe bello che D&G e amici investissero i loro denari per dire qualcosa, lanciare un messaggio invece di perdere tale opportunità.

  6. ciao caro ted,
    il tuo blog è una figata pazzesca, è aria fresca che entra nei miei polmoni addormentati. Ti seguiro', lo giuro, ovunque ma non in camera da letto. Ho letto il post solo dopo aver visto lo spot ( spost, post, due anagrammi che si incontrano sul tuo blog). Che dire, sembrava l'anteprima di un commercial che dovesse uscire la settimana prossima. Invece è di 16 anni fa. Bè, direi che la mente che l'ha partorito è 16 anni avanti. Sarebbe interessante vedere come ha arredato casa sua, mi assumerebbero da Ikea come un Guru sacro da venerare e adorare.

  7. Till sei un grande. Senza peli sulla lingua (scusami se ho usato un luogo comune, tu li odii). Ricordo quando durante una tua lezione dicesti che “Lady D. era una zoccola”.

    By un tuo ex studente

  8. Ted, dici: “C'è invece un bello spot che certamente non tutti qui conoscono, e anche l'interessante aspetto che un'azienda come Diesel “non butti via nulla”, ma anzi lo riproponga.

    Con tutto il rispetto, mi stupisco dello stupore. Dopo aver fatto advertising classico negli anni ottanta, ho lavorato molto nel direct marketing perché lo trovavo piu' interessante dal punto di vista tecnico. Un caso famoso nel mondo degli abbonamenti e' quello della gloriosa “Kiplinger Letter”, un mailing promozionale usato tale e quale per 23 anni, in uno dei settori piu' difficili e competitivi: la vendita di abbonamenti a newsletter finanziarie. Un altro caso famoso di utilizzo ripetuto di uno stesso oggetto pubblicitario e' quello del “Two pennies mailing” del Reader's Digest (con due monetine vere nel mailing). Analoghi casi avvengono in tutti i media.

    Insomma, il fatto che una buona comunicazione pubblicitaria possa essere riutilizzata più volte è un fatto stranoto. Solo nel mondo degli spot televisivi ci si stupisce 🙂

  9. Non sono del tutto d'accordo Yoga. Credo che si debba distinguere non solo tra i vari media, ma addirittura tra le categorie merceologiche.
    Che un'azienda di moda (avevo confuso Replay con Diesel) riproponga uno spot “vecchio” è una bella rarità. Di solito in quel settore si tende a creare sempre qualcosa di nuovo, perché il timore apparire vecchi, o di smerciare un'immagine vecchia potrebbe essere letale.

  10. e “Brrr…ancamenta” che ogni tanto riappare “para-para” come negli anni '60?.

    e “CarciofONE” che così tanto rimanda al compianto Calindri?

    e “l'uomo in ammollo” di Bio presto? (rivista, rivisitata, tempo fa' in filotramviaria).

    e Calimero? e Carmencita? la carne in scatola Montana? fino al terribile (ma lo è davvero?) pennello Cinghiale che da secoli rimane immutato?

    di casi di “ripescaggio di memoria commerciale” credo ce ne siano molti in giro, e non mi meraviglio più di tanto che continuino ad uscire.

    nella melassa pubblicitaria in onda, e stampata, che ci sommerge “Rebels” fa caso a sè solo perché è una campagna bellissima_f

  11. Che i capolavori non invecchino è una vecchia nozione. Che alcuni commercial possano essere dei capolavori è sempre una bella notizia. Non mi commuovo, ma la vivo come una piacevole pacca sulla spalla. Anche se non realizzerò mai un lavoro tanto bello.

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s