Le idee fioccano, ma appena toccano terra appaiono diverse.

E’ un processo tristemente noto a tutte le persone che lavorano con le idee: la grande illuminazione avuta ieri, oggi sembra tutta un’altra cosa. Rivista con la luce del nuovo giorno, l’idea è diventata brutta. Iniziano a uscire fuori i suoi tanti lati deboli. Addirittura iniziano ad apparire nel web i suoi cloni, alcuni anche molto datati. “Ehi, però in fondo non era così male, visto che aveva anche vinto a Cannes!” Sì, ma era il 1988. Questo processo di solidificazione (o liquefazione?) dell’idea può durare pochi minuti come molte ore, ed è particolarmente attivo la notte. Guai ad avere un’idea a tarda sera, magari sotto l’influsso di potenti elisir, o condizionati dal delirio della stanchezza: molto spesso al risveglio te la ritrovi nel letto, ed è improvvisamente un’altra. Negherai di averla avuta proprio tu. E la spingerai fuori. Non ci sono metodi contro questo scherzo delle idee-belle-per-un’ora. L’unica certezza è: conta fino all’alba del giorno dopo prima di gridare a te stesso: “è l’idea del secolo!”. E soprattutto non gridarlo all’elefante che ti sta fissando.

Elvis has left the building.

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10 comments

  1. ci sono pareri discordanti…

    regola nr.2 “la prima idea è la migliore ma bisogna sempre esigere 3 settimane di tempo prima di presentarla”

    …ma io non sottovaluterei neanche la “S.U.S.” (la stronzata dell'ultimo secondo) può avere la sua valenza

    Beigbeder

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