Siamo animali, come ci insegnano quando abbiamo 3 anni.


Forse Cannes è diventato troppo ed esageratamente importante. E quindi può succedere che nelle sale delle giurie si svolgano guerre, ci si facciano dispetti e sgambetti, o si voglia gridare al mondo di aver fatto una scelta originale, diversa da tutti gli altri awards, quelli semplicemente bellissimi dei comuni mortali. Non saprei dare altra spiegazione al Grand Prix scelto quest’anno nel Print di Cannes, una campagna che sembra uscita dai primi anni novanta, che ha il solo merito di far crollare tutte le nostre certezze su cosa è da premio e cosa no. E se ci pensate non è poco. Allora grazie giuria, ci hai tolto qualche certezza. Tanto non ci facevamo niente.

Elvis has left the building.

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10 comments

  1. In realtà Salvatore se vedi gli ori, argenti e bronzi, e se ti fai un giro tra i pannelli esposti al Palais, stampa e poster sono sempre un piacere per gli occhi. Pieno di belle idee e di grandissime esecuzioni.

  2. Per quanto rigurada l'italia questi sono i leoni più meritati e meno politicizzati di sempre.

    Aspettando però i film che, già nella short list Parmalat, a mio avviso una zampata del giurato Scotto di Carlo c'è stata.

    Il problema di Cannes che lo porterà sempre più alla deriva è proprio il sistema di poilitiche e favoritismo quasi mafioso che c'è alle spalle.

    I giurati sono tutti pezzi grossi/quadri di grandi agenzie che si giocano budget anche in base a questi premi.

    Quindi via di favorini a me, favorini a te, sgambetti a quello, sgambetti a quell'altro.

    Nei bronzi e negli argenti di tutte le categorie ci sono cose veramente imbarazzanti che non possono altro essere che favori (ai giurati? ai clienti? ai Network?).

    In tutto questo ripeto che per ora i leoni italiani sono meritati.

    Cannes sarà sempre peggio fino al punto che saranno sempre gli stessi a gestire il teatrino. Detto questo viva One Show, viva D&Ad (controllate le Black Pancil di quest anno) e viva Las Vegas.

  3. Immagino, ma a parte le esecuzioni, sempre perfette, a livello di idee ci sono state davvero poche cose che mi hanno davvero emozionato. Anzi due esattamente:

    – La campagna Attack: dove c'e' davvero un pensiero nuovo e originale.

    – Il museo del giocattolo.

    Sara' perche' il bambino che c'e' in me ancora non e' cresciuto;)

    ciao ted

  4. Questo Grand Prix è la prova che sul mercato esiste ancora qualche potente allucinogeno che nessuno di noi ha mai provato. Ma non preoccupatevi, desso chiamo Lubars e mi faccio dare il nome.

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