The Decapitator.

Sui muri di Londra molti poster (specie pubblicitari) perdono la testa ad opera di questo artista Disbanded chiamato The Decapitator. Il quale non si limita a mozzare la testa dei suoi soggetti preferiti, ma aggiunge anche un suo tocco splatter personale. A me piace The Decapitator. Amo soprattutto il suo nome, così da cattivo dei supereroi Marvel, o meglio ancora di una puntata di Leone cane fifone.

Elvis has left the building.

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11 comments

  1. sarebbe bello averlo a roma in questi giorni, operativo sui manifesti elettorali. Diventerebbe un eroe. Loli

  2. Aggiungo: è il motivo per cui non ho mai troppa simpatia per le attività di Guerrilla Mktg. Quando c’è un cliente dietro, si vede sempre. Puzzano quasi tutte di finto. Fasullo. Mi sembrano quasi sempre dei bluff, e nel 95% dei casi lo sono. Azioni che hanno visto 300 persone, e che non lasciano alcun segno.

    Le azioni di guerrilla davvero funzionanti sono quelle 100%spontanee. Come questa. Come la Fontana di trevi colorata di rosso.
    Nessuna marca alle spalle, e si vede.

  3. …e l’impatto mediatico che hanno avuto i busti dei protagonisti della serie di romanzo criminale all’eur?

    con tanto di sindaco di roma indignato che li fa rimuovere il giorno dopo? (dicesi ciliegina sulla torta)

    (ok il filmato amatoriale era abbastanza greve e troppo amatoriale ma la campagna è stata strategicamente perfetta)

    cliente: SKY

    t.o.

  4. Caro Ted, io invece penso che in un'ottica di web 2.0 il guerrilla sia l'incipit strategico dell'unconventional. Senza di esso sarebbe difficile ottenere risonanza, soprattutto in termini redazionali e sul canale video viral. Perciò, ti do ragione quando mi parli della funzionaltà di eventi urbani in cui non ci sia un brand dietro, ma non si può parlare di guerrilla mkt, perchè di mkt appunto, non si tratta.
    The Decapitor è sicuramente geniale, ma credo che la sua creatività dovrebbe canalizzarla in senso positivo, evitando simili espressioni, che non fanno altro che evocare l'universo dell'odio e del disprezzo in chi li guarda.
    Bazzy

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