Dal semivuoto file: Cose fatte bene in Italia.


Ecco due campagne totalmente diverse tra loro, ma con qualcosa di raro in comune: sono allo stesso tempo belle, italiane, e curate nel dettaglio (che è la cosa più rara di tutte per la roba fatta qui da noi cialtroni). La colla è nata in DDB Milano, mentre l’artistica RS.it è merito della coppia Pepe-Siani di BBDO. Apprezzabili qui e qui gli altri soggetti.

Elvis ha left the building.

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69 comments

  1. Entrambe le campagne non sono facilmente traducibili, soprattutto da un pubblico che guarda la pubblicità in modo superficiale. E’ chiaro che basta soffermarsi un attimo con attenzione e tutto si illumina. Resta da capire se la comprensibilità immediata delle campagne sia un plus o un minus.Per me spesso è un minus.

  2. Sicuramente Zamb.Però distinguerei tra le due: RS è piuttosto, e volutamente, laterale. A mio parere è anche sbagliato cercare di razionalizzarla troppo: fa il suo lavoro, che è quello di far diventare interessante e cool il sito italiano di RS (che non lo è affatto), e portare visite.Attak mi sembra il classico esempio di idea semplice e allo stesso tempo eccellente. SI capisce, nel peggiore dei casi, al secondo #3.

  3. Pienamente d’accordo, RS tocca degli aspetti emotivi ed è inutile razionalizzarla troppo, sfugge, e così facendo si fa inseguire fino sul sito.Attack è più tradizionale. Pur ritenendola una splendida campagna la sento meno innovativa.In entrambi i casi non vedo un problema di comprensione, ma in Attack tutto è limpido, mentre RS è come se nascondesse dei segreti da scoprire, mi intriga. Mi obbliga a pensare, non arrivo alla “tua” stessa conclusione e così mi sento più attivo come consumatore.

  4. Signori, che dire?Il problema è sempre lo stesso: il solito tentativo di fare una campagna che non sia reale, la pubblicità deve vendere, deve far vendere.stop.Perché ci ostiniamo a fare cose che non hanno nessun riscontro con la realtà.Attack è almeno aderente al prodotto, ma rolling non vuol dire assolutamente niente.Se il web è una metafora, la pubblicità non può esserlo

  5. “La pubblicità deve far vendere”… abbastanza vero ma, non tutto è un detersivo. Alcuni prodotti sono più evoluti e scelgono quindi di comunicare in modo più raffinato, oppure molto colto, oppure particolarmente intelligente, oppure… in tanti altri modi.Il fine potrà essere anche “far vendere” (+o-) ma il modo di arrivarci dovrebbe essere per tutti diverso. Evolvere il modo di comunicare vuol dire questo. Ricercare nuovi linguaggi è molto importante per il nostro lavoro. Altrimenti saremmo tutti fermi a Carosello.

  6. A 03,50.Mi sembra inverosimile che in un momento come questo si sgancino queste grandi somme per illustrazioni o scatti. Secondo me è semplicemente il risultato di un gran bel lavoro di art direction in tutti e due casi. Non mi pare che DDB o BBDO abbiano queste cifre da spendere.

  7. I comunisti mangiano i bambini.Le donne sono tutte puttane.La pubblicità serve a far vendere.La terza riga l’ho trovata in un commento più su. Mi sembrava che senza le prime due si sentisse un po’ sola e volevo darle una compagnia di adeguato livello intellettuale e professionale.

  8. Nella campagna Attack le parole non sono lì perdecorazione,sono lì perchè c’è un’idea, c’è un’emozione, c’è una diretta pertinenza col prodotto. E’ una campagna dove niente è inutile, l’interpretazione è univoca e chiarissima.Nella campagna RS il copy è pura illustrazione, orpello, decorazione, indulgente e autoreferenziale. Non si capisce che cosa significhi. Non c’è un’idea ed è il vizio peggiore di tutta una scuola pubblicitaria italiana che ha sempre previlegiato il trattamento alle idee, restando sempre indietro all’estero, ma sentendosi fichissima in Italia.

  9. Onore al Conte, onore al Toro Loco. Dio sa se ve la siete meritata: questa campagna prova che spalare merda per mesi e mesi non toglie la voglia di fare creatività. Complimenti da un vostro fan.Soze.

  10. To some confused and confusing creative people:You’re a salesman, not an artist:Want to be an artist? God bless you. So do I. I wish us both the best.But first you probably need to quit your day job. As a creative director, your job is to sell stuff. If you don’t like that, I don’t blame you. It’s dirty work and hard on the creative ego.However, if you are not comfortable being a salesman you will not be comfortable or successful being a creative director.Does this mean it’s impossible to create advertising that rises to the level of art? No. Every generation has a few people who can do that. But trust me on this one, it ain’t you.

  11. Informatomi sulle campagne, ho appreso che Attak è vera-verissima. Quindi complimenti doppi e in bocca al lupo per i giovani leoni (if under 28).

  12. Ted, scusa se alimento un dibattito chiuso, ma vorrei davvero sentire la tua.Ok, sulla campagna Attak siamo tutti d’accordo: molto bella e intelligente.Ma parliamo della campagna RS. Premesso che porto il massimo rispetto per la coppia Pepe-Siani e la considero tra le top in Italia, non ti sembra che la campagna in questione sia più che altro una bellissima esecuzione? Cioé: dov’è l’idea? Internet è una metafora? E Rolling Stone che c’entra?Ok. Tutti sappiamo che Pepe è un artista, che il cliente è quello giusto per fare certe cose, che l’impatto visivo è già di per sé abbastanza. Ma cacchio: stiamo parlando di Rolling Stone, non di una barretta di cioccolata che comunica con un gorilla che suona la batteria. AA

  13. Ci sono campagne in cui l’idea è molto sbilanciata sull’esecuzione, ma sono talmente bene eseguite che diventano (o restano) belle.RS è certamente un’opera quasi artistica, cosa che trovo perfettamente in sintonia con l’immaginario della rivista, e dei temi musicali in generale. Del resto “spiegare” cosa trovi su rollingstones.it sarebbe stato (questo sì) un po’ ridicolo.A me la campagna piace, forse anche perché non sarei mia in grado di pensarla né tantomeno di realizzarla.Quella della colla invece sarei stato in grado di pensarla, MA NON L’HO FATTO! Ed è per questo che in questo preciso istante, in diretta, decido di farla finita e mi ammazz….

  14. secondo me sono bellissime campagne. Complimenti. Ma la migliore di quest’anno è la promocard con i due retri. semplice ma molto forte…

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