Fuffa e polvere.

La “fuffa” – tecnicamente parlando – è una pallina di lana o di cotone che si forma su maglie e maglioni di non eccelsa qualità, e non di rado si deposita nella piccola culla ombelicale. Ma nel linguaggio nascente si indica con “fuffa” anche qualcosa di inutile e fumoso, inconsistente e anche un po’ ingannevole, tutto sommato. In non so quale articolo straniero leggevo che in tempi di crisi come questi è opportuno che le agenzie di pubblicità investano nei talenti e nei prodotti creativi, perché alla fine – proprio perché siamo in tempi di crisi – nessuno sarà più disposto a spendere soldi per comprare la fuffa. Pertanto solo le agenzie che investono sulla creatività si salveranno. Oggi il nome da solo, sia pure prestigioso, non vale i pochi soldi (sempre più preziosi, e sempre più risicati) che il cliente dovrebbe spendere per una campagna. I tempi della politica sono finiti – si diceva in questo articolo, purtroppo straniero – e c’è spazio solo per la sostanza. Ma “fuffa” sono anche tutti quei modelli filosofic-aziendali sottolineati da neologismi e inglesismi che nemmeno uno sceneggiatore scadente alle prese con un film sulla pubblicità saprebbe concepire. E il bello è che ne nascono ogni anno di nuovi, di solito per dimostrare ai clienti di essere flessibili, pronti alle nuove sfide e moderni. Ma la differenza rispetto al passato è che i clienti (nel frattempo diventati più giovani come nel film di Benjamin Button) non se li bevono più, e iniziano a ridere come sto facendo io da qualche tempo ascoltando le nuove dottrine. Mi chiedo se alla fine non sia proprio tutta questa fuffa a rendere il mestiere della pubblicità così polveroso e vecchio. A pensarci bene, ingerire fuffa fino a soffocare può essere il modo più Disbanded di farsi fuori.

Elvis has left the building.

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30 comments

  1. Fuffa l’ho sempre associata alla parola vendere. I venditori di fuffa ci sono sempre e continuano ad esserci ma è il prezzo della fuffa che è sceso verticalmente

  2. A giudicare dai soldi che fanno Mortaroli&friends direi che la fuffa va ancora alla grande e la pagano pure bene. La mia impressione è che in questi momenti di crisi, i clienti della creatività se ne freghino altamente. Anzi, molti la temono. Per paura di non essere capiti, di perdere anche un solo potenziale acquirente, si limitano ad informare nel modo più basico possibile.Investire nella creatività… Ted: speriamo che abbia ragione tu.

  3. Se posso permettermi, quella di Mortaroli & friends non è fuffa, ma un prodotto ben preciso che non a caso si inserisce in un filone ben definito: la comemdia all'italiana.Poi potrà non piacerti, ma non è fuffa.

  4. Ah no, ted, non sono d'accordo.Due premesse: stimo incredibilmente te e valuto positivamente il lavoro di mr Mortaroli & friends.Ma mai e poi mai si può chiamare quel genere “commedia all'italiana”.Altrimenti, Age, Scarpelli, Germi, Scola, Monicelli, Pietrangeli, Risi, Monicelli (ecc) si alzano, chi dalla tomba e chi dalla sedia a dondolo, e ti danno un sonoro ceffone (voce fuoricampo di Gassman: “Ammazza, che breccola!”).Respect.

  5. Vabbè chiamalo come vuoi, ma per me non è fuffa. Lavazza non è fuffa. E’ commedia (ho tolto “all’italiana”).Non è il mio genere, non saprei farla, ma credo che abbia una funzione ben precisa e si inserisca in un filone molto chiaro. E la chiarezza è il contrario della fuffa.

  6. Insomma, io una leggerissima differenza tra gli spot della Sip con Lopez condannato a morte e Lavazza-Bonolis la vedo: là c’era una grande idea, qua ci sono solo stanche battutine che neanche i ragazzini in prima elementare, dai… se non è fuffa questa!

  7. I clienti oggi sono molto più protagonisti del mondo della comunicazione che non in passato. C’è stato un cambio generazionale ai vertici di molte imprese italiane e la maggior parte dei product manager sono giovani cresciuti con la pubblicità. A differenza dei loro padri, che venivano “illuminati” da noi creativi poiché di pubblicità non sapevano quasi nulla, le nuove leve conoscono bene il nostro mondo e spesso sono orientati al cambiamento, hanno voglia di osare.IO NON SAREI COSI’ DRASTICO. E COMUNQUE LA COMMEDIA ALL’ITALIANA IN PUBBLICITA’ E’ UN “GENERE” CHE ESISTE SOLO DA NOI. CHIAMIAMOLA FUFFA, O COME VOLETE, MA LAVAZZA NEI SONDAGGI HA ANCORA IL 90% DI GRADIMENTO. IMPOSSIBILE CAMBIARLA. PER ORA. SE FACCIAMO QUESTO LAVORO CON LA FINALITA’ BASICA DI FAR VENDERE I PRODOTTI, LA FUFFA E’ BEN LONTANA DA MORTAROLI. E questo lo dice uno che Bonolis lo manderebbe all’inferno. 😉GULMA

  8. Basta! Voglio che il mondo cambi. Voglio fare belle campagne tutti i giorni, guadagnare un sacco di soldi, arrivare in agenzia alle 11 e uscire alle 19. Fare l’aperitivo e vedere gli occhi delle ragazze che si ulluminano quando dico che lavoro faccio. Non voglio storie per farmi 5 settimane di vacanze d’estate, 15 giorni a Natale. Voglio potermi comprare una casa bellissima e arredarla come dico io. Voglio la casa al mare e in montagna. Voglio viaggiare sempre a spese della mia agenzia. Voglio una bella auto e una bella barca.Ho iniziato a lavorare a 20 anni, pensavo che mi sarei regalato una Porsche ai 30. E invece la triste realtà è completamente diversa.

  9. Se queste erano le tue motivazioni e ambizioni, siamo tutti ben felici che non si siano realizzate.Ma tanto sei solo un provocatorello di passaggio, o no?

  10. Quando agli altri si parla una lingua settoriale, chiusa, fatta di codici inaccessibili e toni clamorosi, penso che si stiano alzando delle barriere. Lo fanno continuamente in modo deliberato, la politica o la finanza. Lo fanno la comunicazione, la pubblicità, il marketing, spesso per sostenere in piedi qualcosa che non c’è, per dare consistenza a qualcosa che consistenza non ce l’ha. Roba da strilloni, da imbonitori televisivi di epoche lontane, quando la gente era ingenua e non sapeva né leggere né scrivere il linguaggio dei media. Oggi far leva su tutta questa fuffa è una stanca consuetudine, ma si continua -condivido ted -ad adoperarsi per appallotolarne sempre di più. Rifletto spesso su quanto a volte ci si sforzi per evitare di sforzarsi. Ci si mete li a fare cerchi per aria, ad appallottolare fuffa, quando invece quello che conta è la qualità delle idee. Penso a un linguaggio sostenibile, a parole compatibili e soprattutto a idee credibili. La crisi potrà servire anche a questo, a selezionare agenzie e talenti e speriamo a oliare ingranaggi inceppati.

  11. In Italia c’è anche chi lavora benesenza troppo clamore anche se gli altri fanno finta di non accorgenrsene, come ad esempio lavoro buon lavoro su Renault fatto da Publicis Roma ( lancio Koleos e Twingo ) o le bele campagne stampa di Tita. Ecco fra tanta fuffa qualcosa di buono.

  12. Stessa pancia, ma diversi contenuti.Concordo con Valerio e con l’Anonimo delle 20.03:sono due belle agenzie, soprattutto per le persone che le compongono.

  13. Concordo Ted, con il tuo post di Mortaroli&friends, anche a me non piace, ma non la definirei della fuffa. Quello è un longuaggio. In fondo quando mortaroli stava in Armando Testa è riuscito ad inventare quel filone commediato, vincendo anche a Cannes.Sfido chiunque ad inventare un filone al momento, commedia all'italiana a parte.Mr. Becks

  14. E brava la manina che ha scritto alle 20.03.Siamo finalmente arrivati all’autopromozione anonima.Ma si può essere più ingenui?

  15. Sfatiamo un mito.Pubblicis Roma è la stessa dei tempi di Mimmuzzo Di Lorenzo con l’innesto del fuoriclasse Marini. C’è gente carina, d’accordo, ma da qui a farla diventare un modello mi pare che ce ne passi. Dove sono queste perle di creatività? Renault? Rai? Acea? E via, siamo seri… siamo nell’ambito dell’onestà, niente di più.

  16. Non ci si crede. Ma chi è questo, un comico?Lui “si alza la mattina e sul suo iphone guarda youtube, mica come cone le vecchie coppie creative”?Altro che l’ombelico di Teddone nostro, questo c’ha la bocca piena di fuffa.Solo che è fuffa 2.0

  17. possibile nessuno nomini il libro Fuffa di Alessandro Militi? perfetta esecuzione di un’idea. lui sta pure a Roma mi sembra

  18. Grazie per il link 17.13Somiglia a quel guru de borgata che fino a poco fa imperversava in tbwa.Solo che sembra ancora più dopato. Poi è magro a livelli di sindrome da immunodeficienza (daje e daje, rosica e rosica, alla fine il fegato scoppia).Devo dire che quelo che dice invece non è immune da deficienza, anzi.

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