The gallery. (Stefania Siani)

Stefania Siani, Direttore creativo con Federico Pepe della D,L,V, BBDO (una delle coppie creative più brillanti della pubblicità italiana), segnala i suoi tre spot preferiti di sempre in questo momento. “Di sempre-in questo momento” credo sia la definizione giusta per queste gallery. Stefania sceglie “Levi’s Odissey perché è nobile, libero e definitivo, Superga prodigy, perché c’è tutto il Pino Rozzi che adoro: un personaggio elettronico, cibernetico, e capace di farsi cantare dalla musa della potenza espressiva. Orange dance: perché ha la grazia. Perché mi ricorda me e Federico, e di quello che siamo e vorremmo essere”. Ah, l’amour!

Elvis has left the building.

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44 comments

  1. IMHO: Levis è una pietra miliare degli spot…Orange è affascinante , Superga ni…mi sa tanto di mash-up a livello di creatività…:-)

  2. Non sapevo che quel capolavoro (Superga) fosse opera della premiata ditta Rozzi-Battaglia.Qualcosa che decisamente vorrei aver fatto io.

  3. Confermo. Superga è di Rozzi- Pizzigoni (dirige il maestro D’Alatri).Grandissimo Ted, ti dispiace se qualche volta vengo a togliere i resti di dentifricio dal lavandino di casa tua?

  4. visito spesso il blog, lo trovo interessante, e comunque scritto da uno che sembra avere ancora il piacere di meravigliarsi. Uno sincero. Non ho mai lasciato commenti,ma in compenso dopo disbanded ho iniziato anch’io a tenere un blog, molto simile, che nessuno ovviamente legge, ma è lo stesso; funziona bene come diario per gli appunti. Ora, vorrei parlare del tizio anonimo: quello che nei comm. è sempre di traverso. Ted, lui in realtà è un vero ammiratore del blog. E’ acerbo, rancoroso, schivo,e cotto bene renderebbe tutto più disbanded. Lo inviterei a essere più pungente, presente e soprattutto meno anonimo…io un nome ce l’ho: Polemikaze. ciao.

  5. Sono un vero ammiratore, seguo il blog con attenzione ed entusiasmo ma non sono rancoroso né schivo né acerbo. E a Polemikaze oppongo un nick più autocelebrativo: anonimo del sublime.con affetto,aninimo del sublime.ps Grande Ted, ti posso prestare la macchina quando la tua si rompe?

  6. IO DA ASPIRANTE COPY FIRMO SEMPRE COME ASPIRANTE COPY.MI PERMETTO DI CRITICARE, APPREZZARE, INCAZZARMI, RIDERE PREOCCUPARMI.TUTTO QUESTO PERCHE’ SEGUO QUESTO BLOG, SCRITTO DA UN PILASTRO DELLA PUBBLICITA’.CHI PENSA CHE STO “LECCANDO” SBAGLIA.CHI PENSA CHE STO CERCANDO DI ENTRARE NEL MONDO DELLA PUBBLICITA’ SENZA L’ AIUTO DI NESSUNO HA CAPITO TUTTO.ASPIRANTE COPY.N.B. CHI CERCA DI CAPIRE CHI C’E’ DIETRO LA FIRMA -ASP COPY- CE LA PUO’ FARE.TUTTI CELA POSSIAMO FARE. BASTA CREDERCI.

  7. asp copy, io ho capito chi sei…sei obama! yes we can! grande..scherzo e sono pure d’accordo con quello che dici.ma voglio raccontare un aneddoto..un giorno decido di mandare il curriculum e il portfolioa diverse agenzie di comunicazione e pubblicità, il mio obiettivo è uno stage, imparare, niente di più. Diciamo che non sono proprio l’ultimo, ok, ho delle qualità e una certa esperienza.mando queste email, e comunque non speravo nulla, ma sai è un passaggio obbligato e l’ho fatto, ho cliccato invia. In tutti i siti campeggiano chiari i link: job, lavora con noi e altre menate, avete presente no!?. Io non mi aspettavo niente di più che una risposta automatica, di quelle che fanno.. al momento siamo coperti ma terremo cmq in considerazione il suo curr. Eppure Nulla. zero. nada.neanche una risposta automatica. Le agenzie di comunicazione, che non dovrebbero mai, per vocazione interrompere qualsiasi canale comunicativo, ne va della loro credibilità, non hanno previsto nella maggior parte dei casi neanche una risposta autimatica per uno sfigato romantico, che ancora crede di poter manadare il curriculum via mail. Ora per carità, questo nn dice nulla, ed è un resoconto parziale, è un aneddoto appunto. Ma la cosa assurda è che la possibilità di dimostrare quanto vali, la possibilità di far visionare il tuo lavoro ed essere giudicato in base al merito, è un impresa sempre più difficile, una chimera. Non è un segreto che nelle agenzie ci sono molti incapaci raccomandati, non è un segreto che alcune delle grandi agenzie sono lente e fiacche dal punto di vista creativo, e non è un segreto che non c’è ricambio. Ancch’io credo che se vuoi puoi…ma non facciamo finta di niente! magari l’anonimo la sopra è un po’ scomposto, ma in fondo al suo messaggio, c’è qualcosa di vero.

  8. certo che no, aspirante copy, non sei uno sfigato, come non lo sono i romantici…ma a guardare le cose troppo da lontano si rischia di essere indulgenti.quello di prima chiunque io sia.

  9. E PENSARE CHE QUANDO HO CLICCATO INVIA, HO PENSATO : MA PERCHE’ NON VADO??!CONSIDERO CMQ QUESTO SCAMBIO DI “ANONIMATI” COME UN INSEGNAMENTO. ADESSO HO UNA MARCIA IN PIU, SPERIAMO NON FINISCA LA BENZINA.ASP COPYYES WE CAN.

  10. Per favore troncate questa penosa pantomima.Una notizia sconvolgente per l’aspirante copy: sì, i raccomandati ci sono, ma spesso fanno stage brevi ed esauriscono così la loro “spinta”.Nei reparti restano quelli bravi. E a loro arrivano i brief tosti. Se vali non stare qui a piangere. Muoviti. Se sei ancora a piedi forse la colpa è tua. E del tuo pessimo book.

  11. Interessante vedere vicini Levi’s Odissey e Superga. Da una parte un’emozione forte e visionaria come un video d’arte di Chris Cunnigham e dall’altra il cliché sceneggiato con attori, il prof. col pizzetto su tutti, che sembrano usciti da Teresa di Rivombrosa.

  12. Vabbè, Levi’s è bella. Inoltre ha proseguito con lo spoglio totale della coppietta in preda ai 30-45-60 minuti di passione, in cui ogni abito che si toglievano lasciava spazio al secondo pezzo (jeans, camicia, ecc), per manifestare la nuova collezione. Queste le due Levi’s che adoro. Anche se..Eppure a me manca una campagna sempre dei Levi’s. Mi manca la musica più che il commercial (Clash: Should I stay or Should I go). Per ascoltarla devo cliccare per forza da qualche parte, ma vi sembra giusto?Beato chi è cresciuto con quella roba lì, in quel periodo lì ed è andato a quel concerto lì.Maledetto Fra’, tutti/e lui. Mr. Becks

  13. per l’anonimo che pensa sia una pantomima:grazie a me non sono a piedi; il book alla fine non era male, ho trovato lavoro a barcellona e sono soddisfatto; non stavo piangendo,ma riportavo solo un esperienza personale, e con “asp copy”, scambiavamo idee e impresioni. non vedo che c’è di male, e soprattutto credo che questo arricchisca il blog. C’è fermento,c’è scambio, è vivo.

  14. Mi sa che l’invito a muoversi era per l’asp. copy…Comunque sono d’accordo con l’anonimo della pantomima. Questo blog è già vivo di suo. E poi il maiuscolo non si può leggere. (vedilo come un consiglio e non come un’accusa)Ciao.

  15. L ‘ASPIRANTE COPY ERA A FARE REGALI DI NATALE QUINDI MI SA CHE C’E’ UN ANONIMO IN PIU’. CMQ PER NON CREARE CASINI E FRAINTENDIMENTI VARI , COME PRECISATO ALLE 15. 57, USCIRA’ DAL BLOG.TANTI AUGURI A TUTTI BELLI E BRUTTI.ASP COPY

  16. Bello Superga di D’Alatri (spot, goccia sangue), ma Prodigy e’ di maniera. Grande esercizio di editing sinc sul pezzo. Ma questa precedente versione

    e’ pura poesia. E la differenza la fa anche la musica. Su Superga trendina ai tempi, qui in contrasto geniale.M.

  17. Per l’aspirante copy minuscolo: che tristezza le risposte automatiche delle agenzie, sono felice che non esistano. Avrebbero lo stesso effetto delle mail di ricerca lavoro standard, non scritte ad personam.Quanto ai raccomandati, per fortuna in questo lavoro se non sei bravo si vede subito: non funzioni e torni a casa prestissimo. Per cui, non è quello il problema. Almeno non per i creativi.

  18. felici o tristi non è questo il punto. Il discorso sulle risp. aut. era incentrato sul fatto che un giovane copy non può certo affidarsi allo strumento dell’e mail per contattare un’agenzia, e questo perchè sicuramente, almeno su quel canale, troverebbe un’entità sorda e muta. Come a dire: manco ‘na risposta automatica. Risulta chiaro che per accedere servono altre strategie, utilizzare “altri canali”. Se poi sei bravo ovviamente resti,certamente, ma il problema è quello dell’accesso; la possibilità trovare quell’occasione per dimosrare che sai fare. E se nn sei dell’ambiente è molto, molto molto,molto più difficile. tutto qua! E questo, mio caro ted, è un problema anche per molti creativi. Io lavoro a bcn, è ogni anno le grandi agenzie organizzano dei contest, propongono delle sfide, cercano e alimentano la nascita di nuovi talenti. Un altro aneddoto: brief, tante idee, quella del direttore creativo faceva cagare, quella dello stagsta era geniale; bè nesuno ha esitato ad abbandonare la propria per quella migliore dell’ultimo arrivato, ovviamente riconoscendola senza alcun problema. In quel caso ho capito cosa significa essere dei profesionisti. Non è una polemica, sia chiaro, ma dalle notizie che ho dall’italia, (parlo in generale) non mi sembra che le cose stiano esattamente cosi.Hasta lluego, l'”aspirante” copy minuscolo..perchè c’è sempre da imparare.

  19. Non sono mica tanto d’accordo.A parte l discorso sui contest e sull’ambiente in cui fare questo lavoro (su cui non discuto) l’email è ancora un ottimo strumento per avere il primo contatto.Almeno, per quanto mi riguarda rispondo sempre e – nei limiti – vedo tutti. Non sia mai ci fosse il nuovo Gossage nascosto da qualche parte…

  20. non faccio difficolta a crederti,da quanto ne so the name è un esempio coraggioso di qualità e indipendenzacreativa: una realtà che gode di un’ottima reputazione, ma purtroppo, un’eccezzione che conferma la regola.

  21. Confermo il fatto che Ted faccia il colloquio a tutti. Io ho mandato l’email un lunedì all’ora di pranzo e sono stato ricevuto il martedì alla stessa ora. Poi non mi ha preso ma quello non è un grosso problema(a posteriori).Per quanto riguarda i contatti: manda email a raffica non alla sezione curricula ma ai direttori creativi (le trovi sull’ADCI o te la ricavi da quella dell’agenzia), trova un modo diverso per intrigare.Credo che un direttore creativo riceva parecchie email, se la tua è uguale a quella di tutti…Io ho rotto il cazzo. I milanesi non mi hanno risposto.I romani quasi tutti.Evidente differenza di stile.p.s. un lavoro ce l’ho, quindi è lecito pensare che non faccio tanto schifo.Pura Vida.

  22. Aò, basta parlare dei presenti!Comunque anche Facebook e (oggi forse meno) MySpace sono perfetti per trovare lavoro.L’ultima copy che presi in saatchi la conobbi proprio su MySpace. L’importante, come sempre, sono i contenuti di quello che uno scrive, dice o pensa, secondo me.Pensare “non trovo lavoro perché il sistema di accesso alle porte dei DC non funziona” è una pura scusa con sé stessi, e di questo sono certissimamente certo.

  23. Ciao Stefania,premesso che i propri commercials preferiti sono i propri commercials preferiti e che quindi quello che scrivo potrebbe giustamente lasciarti del tutto indifferente ti volevo chiedere lo stesso come mai tra i 3 che hai scelto c’è Levi’s. Per quanto possa piacere o non piacere, per come la vedo io, questo spot segna l’inizio della fine di Levi’s. E, se vogliamo, della stessa BBH. Era il 1998 e io vagavo nell’atrio della BBH con l’head of Art. E l’Head of Art mi mostrava, tutto compiaciuto, queste gigantografie di acari della polvere. E me le indicava come si indica a qualcuno il futuro della pubblicità. L’immagine eccessiva, pompata, sbalorditiva. Io, ti dirò, rimasi un po’ basito. Sì, certo, l’esecuzione è fondamentale. Ma non deve esserlo per forza, sempre e comunque. E, a vedere bene come sono andate le cose, forse avevo ragione. La BBH ha continuato a produrre campagne basate essenzialmente sull’immagine a discapito dei contenuti. E questo spot in particolare, secondo me, segna la svolta in negativo di Levi’s. Svolta che ha contribuito in maniera determinante al suo declino. Queste campagne di breve respiro, per quanto possano funzionare a breve termine, difficilmente portano risultati al brand nel medio/lungo periodo. E anche se oggi non si ragiona più in termini di lungo periodo io preferisco sempre un posizionamento interessante che posso giocarmi su tutti i media e portarmelo dietro per un po’ piuttosto che un’immagine che sì, lì per lì è impattante e tutto quanto, ma di cui mi sono già dimenticato il giorno dopo la sua messa in onda. Non trovi?

  24. Bellissimi tutti.Della campagna Orange il mio preferito è questo:

    Sono in totale disaccordo con la casalinga di Voghera sul discorso Levi’s/BBh. L’immagine di Levi’s nel mondo è potente perchè è potente la comunicazione costruita negli anni sull’ immagine del prodotto. E’ potente il mondo che la BBh ci ha costruito sopra.Un ragazzo e una ragazza che corrono abbattendo i muri con la musica di Barry Lindon in sottofondo non mi sembra un prodotto di breve respiro.Trovo scandaloso che il conto Levi’s sia passato alla W+K .

  25. La BBH ha sempre fatto film spettacolari e affascinanti ma sempre o quasi con una bella demo di prodotto dentro. Ad esempio le gigantografie degli acari che ti hanno fatto orripilare sono state usate, cara casalinga, per un pluripremiato film di un’aspirapolvere. Niente di gratuito, perciò. Anche se hai frequentato i corridoi, non mi sembra che conosci il valore e la consistenza del lavoro di questa agenzia negli anni. Coerente, elegnate e sempre dichiaratamente di prodotto: solo per citarne una l’ultima campagna Vaseline e il bellissimo spot di Anthony Atanasio. Quanti riescono a fare altrettanto con un prodotto così oltre a Sir John Hegarty?

  26. francescos,tu mi parli di premi e io ti posso dire che Levi’s è quasi fallita pochi anni fa (e non si è ancora ripresa). E allora come la mettiamo? Nessuno mette in dubbio che la BBH sia una delle agenzie più creative al mondo. Dico solo che sia stata una delle prime ad abusare, in alcuni casi, dell’immagine nei suoi ads a scapito dei contenuti e di una visione del brand un po’ più lungimirante. Se guardi la stampa/poster questo si nota di più.

  27. Levi’s è quasi fallita perché l’immagine non bastava più. Perché è un brand antico, che non ha saputo rinnovarsi. I negozi Levi’s – tanto per dirne una – sono da anni quanto di più triste esista nel settore. E allora puoi anche produrre piccoli capolavori come Odissey, o come quello dl farmacista (tra i miei preferiti di sempre), ma se tutto il resto resta fermo al palo non vai da nessuna parte.

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