Duke Ellington at the Keyboard (1969).

Un Disbanded Old ad trovato su Flickr. La head di questa grande* campagna era: “Olivetti’s Studio 45: the Brightwriter”.
*grande soprattutto per la posa di lui, il look, quel dito un po’ appoggiato, lo sguardo, la sigaretta, il taglio dall’alto della foto, e il microfono pronto a raccogliere un suono oggi introvabile.

Elvis has left the building.

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7 comments

  1. BELLO IL MICROFONO ACCOSTATO ALLO SPARTITO. ( IN ALTO A SINISTRA)POTREBBE ESSERE UN BEL VISUAL. CONCEPT: TALMENTE BELLO CHE NON HA BISOGNO DI STRUMENTI.ASP.COPY

  2. molto cool e polverosa, ma come testimonial dell’olivetti avrei messo all’epoca Montanelli (anche se lui usava la lettera 22):-)…

  3. Anche se con tanto ritardo, qui due considerazioni oziose ci vogliono.La prima. Il “dito un po’ appoggiato” rivela una conoscenza niente affatto superficiale della celebrity utilizzata: il Duca – in tempi di pianismo ipervirtuoso (Oscar Peterson) o torrenziale (tutti i seguaci di Bud Powell e quasi tutti i pianisti free) – era noto infatti per i suoi assolo minimalisti, basati su pochissime note suonate con un dito solo.La seconda. Strano che in un annuncio tanto colto lo styling non abbia tenuto conto del fatto che nessuno userebbe uno Shure M57 come quello della foto (il microfono che ha catturato il 90% dei riff di chitarra distorta del rock) per riprendere un pianoforte a coda. Come dite? Sti cazzi? Avete perfettamente ragione.Salute. marco carnevale

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