Disbanded test of the week #7.

Questo, come tutti i Disbanded Test, è riservato ai pubblicitari, e in particolare ai creativi. C’è da stabilire quale sia l’account ideale. Premesso che l’account ideale è probabilmente quello che possiede tutte queste doti più qualcuna fuori test, segnala quelle che per te sarebbero determinanti per assumerlo nella tua agenzia (e se vuoi fare i nomi e cognomi di quelli più bravi che hai incontrato*, fai pure).

*Non in sogno.

L’Account ideale, per un creativo, è quello che:
( polls)

Elvis has left the building.

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42 comments

  1. Quello ideale penso debba avere TUTTE le caratteristiche che hai elencato. Un account bravo che ho avuto il piacere di conoscere è Cristina Buraschi. (Account Director Ogilvy)

  2. 1) Va e vende le mie campagne: MMM…DI SOLITO VA E VENDE LE CAMPAGNE SCELTE O MODIFICATE DAL CLIENTE.2) Mi da una strategia da cui possono nascere un sacco di idee:E’ IMPOSSIBILE. UN ACCOUNT NON STIMOLA MAI LE IDEE, SEMMAI LE SOPPRIME.3) Non ha l’ansia:HO VOTATO PER QUESTA. GLI ACCOUNT MIGLIORI SONO QUELLI TRANQUILLI. POI MAGARI NON CAPISCONO UN CAZZO, MA ALMENO NON SPACCANO LE BALLE E TI LASCIANO LAVORARE IN PACE.4) E’ preciso, scrupoloso e mi dà tutte le informazioni che mi servono:PIU’ INFORMAZIONI MI DANNO, MENO PROBABILITA’ HO DI FARE COSE BELLE.Capisce la mia campagna e ci tiene quanto ci tengo io:5) QUESTA E’ IMPOSSIBILE. NESSUNO ACCOUNT CAPISCE LO SFORZO CREATIVO. Detto questo ribadisco la mia idea. Se gli account fossero i creativi stessi, tutto funzionerebbe molto meglio. Soprattutto nelle piccole agenzie che invece si ostinano a strutturarsi in maniera “classic”. Avere un organigramma serve a nulla. YOUMORE vs MAX WEBER

  3. L’account migliore è colui che riesce a unire 2 sillabe: N e O. In pratica colui che riesce a fare da tramite tra le istanze dell’agenzia e quelle del cliente.Peccato sia solo un segretario del cliente nel 99% dei casi. Che mente sulle scadenze. Che si ferma oltre l’orario di lavoro solo per dare impressione che lavori un sacco. Che finisce nei bav alla moda a beve il mojito pevché è di moda. Più tutto ciò che compare nel quiz.Ho conosciuto un paio di buoni account. Un paio…

  4. Youmore, questa che hai detto è strana:“PIU’ INFORMAZIONI MI DANNO, MENO PROBABILITA’ HO DI FARE COSE BELLE.”Forse volevi dire: più cose mi chiedono di mettere dentro la campagna, meno probabilità ho di fare cose belle. Perché in verità le informazioni non possono che aiutarti: avari notato anche tu quanto sia difficile fare qualcosa di bello nelle rare volte in cui ti dicono: “fai quello che ti pare”.Per quanto riguarda me, non ho dubbi: la cosa più importante di tutte è che l’account senta sua la campagna su cui sta lavorando, e ci tenga quanto ci tengo io. Tutto il resto verrà di conseguenza.

  5. ted è difficile che un account riesca a sentire sua una tua idea, sarebbe un grande risultato di lavoro di gruppo, basterebbe che gli account (e tutti quelli che non sono i creativi, compreso qualche DC) siano in grado di far bene il loro lavoro e cioè dare una buona strategia che ti faccia venire buone idee. ho avuto occasione di visionare brief di alcune agenzie in un paese che non è l’italia: sintetici, essenziali, intelligenti..già alla prima lettura ti vengono in mente idee buone da cui partire e lavorare per un risulktato soddisfacente

  6. Brief: Comunicare ai turisti che Hallstatt (un paesino dell’Austria) è un bel posto dove passare le vacanze.Nel brief l’account diede altre informazioni e tra tante questa:1 persona su 100 sa dove si trova Hallstatt.Sono usciti con questa copyad:(secondo me bellissima)Una persona su cento sa dove si trova Hallstatt e non lo farà sapere agli altri novantanove.Non ricordo bene, in verità, nè il nome del paesino nè la copyad precisa ma penso di aver risposto a David e all’anonimo.Un saluto agli account scrupolosi.

  7. No, no Ted. Volevo proprio dire quello. Gli account in genere non sanno capire che cosa è importante e che cosa è superfluo. Anzi, il più delle volte censurano “dettagli” fondamentali e puntano tutto su cacchiate magari dettate dal cliente. Ad ogni modo, più informazioni da account mi danno, più mi contaminano, più mi allontanano da un percorso creativo. Conoscerai sicuramente Sandra Mazzucchelli, una grande Copy degli anni 70-80… …bene, quando crea prende un libro a caso, il primo che le capita sotto mano, apre una pagina a caso e dice: “se il mio account mi comunicasse questa pagina come brief, cosa potrei inventare? Mi sono trovato a pensare campagne per BMW con sotto una pagina aperta di una favola di Esopo. Ecco, io la vedo così. Più si cazzeggia, meglio si crea. Come in questo blog, insomma. 🙂

  8. Non sono d’accordo, David. Mi sembra che spesso ci si dimentichi che non siamo artisti, ma imbonitori di folle. Certo, c’è chi lo fa bene e chi male, ma sembre imbonitori restiamo.Io credo che l’account migliore sia quello al punto cinque. Ma soprattutto colui che, come in tutti i lavori (dal macellaio all’astronauta), ama e si diverte a fare il suo lavoro.

  9. non capisco perché – per ora – “capisce la mia campagna” e “mi dà una strategia” hanno più voti di “va e vende le mie campagne”.cioè, per me un account può essere il più grande stronzo della terra, ansioso, stupido, casinaro e anche puzzone, ma se ha la capacità di vendere la mia creatività, per me questo compensa ampiamente qualsiasi difetto possa avere.al contrario, può capire le mie campagne, darmi geniali strategie, essere brillante gentile divertente sensibile e profumato, ma se non riesce a vendere mi spiegate a che serve la sua esistenza?

  10. Controtest:La frase account che più di tutte ti fà perdere l’entusiasmo:a)sono passate due idee su tre, ma me ne hanno chiesto altre quattro per dopodomani. (nessuno sa il perchè, e si sa che al 100% usciranno con una dell due idee accettate)b) Conoscendo il cliente comprano questa idea (del cazzo ndr) ma facciamo anche un paio di proposte creative per far vedere che lavoriamo.c)é bella eh. Cioè, fa ridere ed è perfettamente in brief, però… son sicuro che il cliente non la comprerebbe. Ok la presento, ma pensate anche a una strada più sul prodotto.d) Non la capisco..

  11. x raccapriccio:no. Nel senso “essere in grado di dire no al cliente”. Quando ad esempio quest’ultimo chiede una cosa illogica o comunque non motivata. altrimenti rimane uno yes-man. Uno zerbino, insomma. Sai quante volte ho sentito dire: “lo so che quello che chiede è sbagliato, ma lo chiede il cliente”?Approvo dark.

  12. è anche vero però che la responsabilità degli account è limitata.ad esempio, credo sia ben diverso per un account lavorare in un’agenzia dove il capoccione supremo è un creativo che lo minaccia di licenziamento se non vende la creatività dell’agenzia, da uno che lavora per un’agenzia dove le direttive sono accontentare il cliente a tutti i costi a scapito della creatività.insomma, l’account è solo un mero esecutore di politiche decise ai piani alti, poi sta a lui essere un buon o un cattivo esecutore…

  13. copy ad ( o copy advert ) significa annuncio fatto ( prevalentemente )di copy,mentro una copyhead o head è un titolo.Se uno scrive:Sono usciti con questa copyad:(secondo me bellissima)allora intende proprio head.E quindi tu cha hai scritto:guarda che copyad è giusto nll’esempio di auraiù…mica si è parlato di visual…non capisci una mazza

  14. Credo che molti creativi dovrebbero cercare di prendere quanto di buono c’è in più di 2000 anni di esperienza degli architetti con la committenza. Dai, fateci un pensierino. David Youmore, tu fai dei ragionamenti raccapriccianti.

  15. Penso che dagli account andrebbe pretesa (e accettata) una partecipazione strategica alla comunicazione, con una vera condivisione. Ci sono dei temi veri senza i quali la creatività è aria fritta. Se lo faranno saranno dei pubblicitari, insieme a noi. Altrimenti saranno dei passacarte in giacca e cravatta.

  16. Ted,una delle migliori account con cui mi sia mai capitato di lavorare da qualche mese è già lì con voi.Non faccio nomi perché non mi sembra carino, ma era direttrice clienti a Milano, poi a Roma, e adesso vive lì in The Name.Sa come gira il mondo, ha buon gusto, sa riconoscere una buona creatività da una cattiva, crea un bell’ambiente e accetta il dialogo. Tenetevela stretta!Trendellemburg

  17. “PIU’ INFORMAZIONI MI DANNO, MENO PROBABILITA’ HO DI FARE COSE BELLE.”cos’hai al posto del cervello,un gamberetto ?

  18. C’era una volta e adesso non c’è più l’account pensante, strategico, dotato di gusti e pronto alla condivisione col creativo e via dicendo.Adesso c’è l’account terrorizzato dal cliente, il più delle volte monocliente dell’agenzia, e dall’agenzia. Ovvero, se lo perdiamo si chiude. Quindi, il poro account è diventao un mediatore tra i deliri dell’uno e dell’altro. Questa è una parte della realtà, a roma la più grande. Ma guardateli ‘sti account, ridotti a commessi viaggiatori tra clienti aguzzini e agenzie che non hanno più identità propria (sono a forma di cliente).E la creatività in tutto ciò? Soffre la contingenza e aspetta nuovi assetti. Nuovi assetti? Nuovi? Bah

  19. NEUROLOGO, PER FORTUNA CHE SEI ARRIVATO TU. LA TUA DIAGNOSI SPECIFICA E ACCURATA MI RIPORTERA’ SULLA RETTA VIA (opps…retto via) DEI BRAVI SCHIAVI DEGLI ACCOUNT.GRAZIE DOTTORE GRAZIE….

  20. A youmore, ma te l’ha detto mai nessuno quanto sei deficiente. Comunque vai sulle pagine gialle alla voce neurologo e scorri finché non trovi il mio nome. Ti ricevo, ma ti avviso subito che non sono così bravo

  21. Non vorrei ferire il tuo ego, Youmorettino, non sono il neurologo di cui sopra, ma l’anonimo di cui sotto, quello che ti ha dato del deficiente, e di questo mi scuso. E’ che a volte quando non si ha nulla da dire, meglio stare zitti. Te lo ricordi Tippete?

  22. Ted, forse l’account perfetto dovrebbe suggerire strategie, sentirsi partecipe nella creazione della campagna (o quel che é) ed essere anche un bravo venditore.per fare questo lavoro (lo sai) servono capacità multiple, oltre che una mente “aperta”.ma che te ne fai di un account che sa essere solo scrupoloso o che comprende la tua campagna, o peggio ancora che sia solo un buon venditore?io non lo riesco ad immaginare un reparto creativo composto da art e copy specializzati solo in stampa, radio o affissione, figurarsi un reparto account…ok, é un test disbandd, ma tra tutti quelli che hai proposto questo é “il n°1”. un saluto_f

  23. Un’unica certezza: un’agenzia senza account potrebbe esistere, mentre un’agenzia senza creativi no. I creativi più senior e più bravi sono anche degli ottimi account. Detto ciò un bravo account DEVE poter essere tante cose insieme, uno stratega, un sensitivo, un po’ creativo ma non troppo, empatico, preciso, rigido ma flessibile, non ansioso, un bravo venditore ma senza farlo evdere, deve avere tutto sotto controllo e almeno altre 10 cose. Vorrei vedere voi se foste sottoposti in prima persona a tutte le richieste idiote e spesso irrispettose che fanno i clienti. Ci vuole anche un certo savoir faire per non mandarli affan….Forse a questo serve un account, a far sì che i creativi non si trovino sempre il cliente davanti e non lo insultino compromettendo le sorti dell’agenzia. Bisognerebbe più spesso ricordarsi che stiamo tutti lavorando per lo stessos copo, a volte sembra che si lavori con due obiettivi diversi ed in due posti diversi, è questo non può far venir fuori un buon lavoro.

  24. Non era Hallstadt ma la Carinzia, che è una sperduta regione dell’Austria al confine con l’Ungheria. Se non vado errato.Fl

  25. Ma gli strategic planner che fine hanno fatto? soprattutto in Italia!!!Possibile che sia stato risucchiato tutto nel ruolo dell’account?S.

  26. Quante banalità. La verità è che quello dell’account è un lavoro provvisorio verso qualcos’altro: o un ruolo di maggiore responsabilità in agenzia o un ruolo di qualche tipo presso il cliente. Impariamo a distinguere gli account più smart, perchè sono quelli che che poi fanno carriera perlopiù come sopra.Gli account più smart, sono quelli che parlano di meno, in un mondo come il nostro dove tutti danno fiato alle trombe, sono i più schisci, quelli che non mettono ansie inutili e si focalizzano sul risultato, che non è necessariamente quello preferito dai creativi, ma su quello dovete orientarlo voi argomentando in modo adulto e non come nel paese dei puffi. Quindi fate bene attenzione: se un account già non parla troppo a venvera cominciate a riconsiderarlo.

  27. nella mia agenzia c’è un’account (sono due in totale, ma hanno un neurone in condivisione) che dice: “sulla creatività poi ci pensiamo, ma i titoli li vorrebbero vedere subito”. CAPITE COME VANNO LE COSE NELLE AGENZIE ITALIANE?

  28. Capisce la mia campagna e ci tiene quanto ci tengo io. Sicuramente una delle caratteristiche più allettanti per l’account ideale, però ci vorrebbe anche un sano distacco secondo me. Insomma l’Account ideale dovrebbe all’occorrenza anticipare le critiche di un cliente e fare in modo che non si perdano di vista gli obiettivi. Marta

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