Luoghi, momenti e tecniche per pensare meglio.

Come chiunque abbia mai tentato di farsi venire un’idea sa benissimo, le idee non arrivano quando ti concentri attentamente, ma al contrario quando riesci a liberarti e ad essere il più leggero possibile. Lasciarsi andare, questo è da sempre il segreto. Da una strategia soffocante, da ragionamenti in cui ti sei incartato, o semplicemente da schemi che qualcun altro ha creato al posto tuo, o che tu stesso ti sei imposto. Ognuno ha delle tecniche per provare a lasciarsi andare. Per esempio io so che mi vengono delle idee se vado a nuotare. Altre buone idee arrivano quando sono in aereo. E voi? Avete delle tecniche per lasciarvi andare e pensare più efficacemente che non richiedano per forza un check-in? A meno che non sia un segreto che non volete dividere con la concorrenza, le potete scrivere qui nei commenti, così che tutti noi possiamo sperimentarle, inventare cose, diventare ricchi, e – in ultimo – fare del bene a questa Umanità che non lo merita.

Elvis, the one who left the building.

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41 comments

  1. Io se sono in moto penso meglio.Credo che dietro a una scrivania sia il luogo peggiore per farsi venire un’idea.Simus

  2. In metro, in tram e al supermercato…(certo, a volte resto in stato catatonico a fissare i piselli surgelati, tutto preso ad inseguire l’idea… ma <>c’est la vie<>…)

  3. L’Ape?Conosco bene un creativo che la usava come mezzo di locomozione, e forse anche di laboratorio di idee, potrebbe essere.

  4. Guardare shock sites e video di decapitazioni dà un buon tilt al cervello per ricominciare a pensare quando si è stanchi.

  5. Ebbene sì Ted, l’ape. 🙂Ma dev’essere necessariamente “50cc” perché la bassa velocità stimola l’immaginazione. Se piove è ancora meglio. Provala in una mattina d’autunno: foglie, ticchettio sul tettuccio in lamiera e braccio sul finestrino…cosa ti serve di più? P.S. Ti riferisci per caso a quel creativo che lavorava in Mccann? Anch’io ne ho sentito parlare.

  6. Qualche minuto prima di addormentarmi.Infatti prima di andare a letto metto un foglio bianco e una penna sul comodino che puntualmente poi non uso.

  7. Le mie idee sono stimolate anche:In vespa 150 (a marce).Sul treno (posto finestrino).In chiesa quando è vuota.In agenzia (è raro ma succede).

  8. Altamente produttivo il dormiveglia che precede il risveglio, ma anche la fase più disbanded e insana dell’ insonnia, diciamo verso le 3.20 a.m. A volte l’ ascensore. Il mio personale nirvana è domiciliato lì.

  9. sdraiato a letto pochi secondi prima di addormentarmi.oppure: caffè e sigaretta all’aperto.e comunque: è possibile anche forzare la nascita di un’idea senza snaturarla. basta un filo d’ansia da deadline e la capacità di pensarci pochissimo e di continuo, come un piccolo led nel cervello.

  10. Contrariamente alle credenze dei macho-executive che assegnano punti a chi passa notti insonni di lavoro in agenzia stimolato dall’adrenalina, le idee vengono più copiose quando ci si rilassa. Quando il corpo si rilassa, anche la mente lo segue, e quello è il momento propizio per lo scatto creativo, il clic imprevedibile, la combinazione chimica.Infatti nuotare è una forma di meditazione, andare in bagno e guidare un veicolo sono modi per isolarsi temporaneamente dalla realtà sociale, il momento del dormiveglia è un momendo di passaggio — che nello yoga viene attivamente perseguito con alcune tecniche specifiche — fra la veglia lucida e il rilassamento profondo del sonno.Nell’alternanza tra il fare e il non fare, è durante il “non fare” che si produce di più, almeno a livello di idee. Poi, naturalmente, bisogna realizzarle. 🙂

  11. In tram, con lo sguardo perso che vaga all’esterno senza meta. Ma solo se non ho ascelle puzzolenti a tiro di naso.

  12. Frà d’accordissimo!Quando sono ubriaco mi escono delle idee pazzesche. Bisognerebbe trovare qualcuno che ti segue con una moleskine!Inventiamoci questa nuova figura: Il copy del copy brillo.

  13. confermo caro anonimo qui sopra. le epifanie arrivano tutte su i mezzi pubblici. cosa sarebbe di noi se iniziassimo a guidare la macchina? saremmo perduti ecco

  14. Quando corro. Anche sul tristissimo treadmill della palestra.Quando nuoto, così mi annoio di meno.Quando guido sulla Roma-Pescara, che conosco talmente bene da potermi/dovermi distrarre.Quando mi appennico: mi sveglio di soprassalto con l’idea allo stato grezzo, e addio pennica.Graz

  15. no auariù, l’ubriacatura è per molti pessima.E’,sì, vacanza della mente, libertà da vincoli e inibizioni, ma anche purtroppo impossibilità di tenere stretta qualunque idea per scalpellarla meglio e affinarla.Le rare volte in cui l’idea sotto sbronza si definisce e splende (fase avanzata della sbronza), diventa subito fissazione ossessiva, in cui tutto è egoriferito, sottinteso, e comprensibile solo al produttore.Come per il sogno e le sostanze psicotrope in genere, anche l’alcol ha effetti negativi sulla creatività mercenaria, quella che devi rendere vendibile e condivisibile: ti PARE di aver prodotto una grande idea, ma quando torni in te di solito scopri che è 1immane cacata incomprensibile ai più.se invece mi parli di un bicchiere, allora si, aiuta a stare sulla sublime soglia tra logico e illogico.Raggiungibile per me anche correndo e nuotando a ritmi sostenuti ma ipnotici.

  16. mah…io di solito vado avanti e indietro per la camera, oppure, se proprio non mi viene nulla, la tecnica migliore è sempre quella di andare al cesso con un pezzo di carta e una penna…lì alla fine qualcosa di buono esce sempre…ovviamente se non sono in agenzia.

  17. Si anonimo: intendevo brillo\allegro.Distorcendo la realtà ti vengono comunque associazioni che, altrimenti, non ti verrebbero. Chiaramente non parlo di una cosa abitudinaria, quando mi è capitato, però, mi sono venute in mente idee che avrebbero risolto diversamente un brief, non dico idee migliori ma almeno brutte allo stesso modo.Penso che un creativo debba sempre rincorrere degli stimoli, qualsiasi essi siano: una bevuta tra amici,un libro brutto, il film di natale, il documentario sull’armadillo cieco, viaggiare ed andare ovunque. Più esperienze si fanno e più il tuo cervello avrà associazioni da fare.Più associazioni più idee.

  18. sull’argomento c’è un libro carino da leggere, si chiama “scrivere è un tic” di francesco piccolo, minimum fax. raccoglie i tic e rituali di scrittori famosi, come e quando gli venivano le idee, i loro tic, rituali, fissazioni. ali

  19. Auariù…Sono d’accordo, quando dici che un creativo dovrebbe ricevere più input possibili.E’ che da qualche mese a questa parte sono cresciuto: non credo più alle favole, a Babbo Natale, al Tempo Libero, alle vacanze e alla Vita Sociale in genere…

  20. Come Simus, in moto. Meglio se verso il mare. E poi, ma questa è solo una constatazione e non una tecnica, quando sono in dormiveglia. Funziona meglio se prima ho fatto l’amore.

  21. Gennaro, io non penso che fare esperienza significhi andare a trovare gargamella mentre escogita il piano per stanare i puffi.Anche il tuo leggere i post degli altri è un’esperienza. Un po’ d’ottimismo. Enjoy!

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