Disbanded Test of the week.

Questo Gorilla ha vinto il Grand Prix al festival di pubblicità più importante del mondo. Ma non lo ha vinto sabato. Come succede da qualche anno a questa parte, lo ha vinto nei tam tam che lo hanno rimbalzato da un sito all’altro per mesi. Lo ha vinto spinto dalla forza virale che un Grand Prix di Cannes deve avere (per curiosità, guarda quante visite ha su you tube). E’ stato così anche in passato per i GP (e non solo) di Honda, Dove, Sony. Lo ha vinto perché stupisce, emoziona, magari diverte. E perché è della Fallon London, quindi è come se avesse un adesivo addosso che dice: “questa roba è bella, qualora tu fossi incerto”. Ma a molti proprio non va giù la sua gratuità e libertà da ogni vincolo strategico-creativo. C’è un filo, ma solo un filo di logica dietro a questo Gorilla. Ed è per questo che, oggi, il mondo della pubblicità si divide tra chi pensa che il Grand Prix sia troppo, e chi pensa che – magari – era troppo poco.
Sembra proprio il momento giusto per chiedere:
Ma a te il Gorilla piace?
( surveys)

Elvis has left the drums.

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55 comments

  1. facciamo cosi’: A) torniamo indietro di due anni e l’agenzia Promoplan (nome inventato ) di Pavia fa lo stesso spot del gorilla per Milka. Partecipa agli stessi concorsi ma non vince nulla.b) torniamo indietro di due anni e l’agenzia che fa Crodino, esce con lo spot del gorilla cosi’ come e’ andato a cannes. in fondo lo ro il gorilla lo usano da anni. Partecipa agli stessi concorsi ma non vince nulla.In entrambe i casi prese per il culo da parte degli altri pubblicitari italiani, del tipo: “Che vergogna crodino col gorilla, oppure ma dove vogliono andare quelli di pavia con quello schifo di gorilla? non ha senso..della serie: si sale sempre sul carro del vincitore…

  2. Coi se e coi ma la storia non si fa.Ma so anche “Gatta frettolosa fa i gattini ciechi.” e “Con la calma e la pazienza han fatto il buco del culo a chi era senza.”

  3. Concordo con Auariù “Si tratta di aprire nuovi mondi. Ringraziate ed entrate.”Qualche anno fa leggevo le parole di Fred&Farid. Preannunciavano la trasformazione del nostro mestiere.“It’s time to redefine the way we work. We should stop labializing ourselves as “Creative”, “Copywriter”, “Art Director”or “Creative Director”.Those terms are not only obsolete,they are also dangerous becausethey take us away from the real meaning of our job: We are storytellers for the brands.”(http://www.mekate.com/noticias-20mayo2005-fred&faridmarcel-gunnreport2004.htm)Credo che l’idea del Gorilla vada in questa direzione. È dura digerire i cambiamenti. Ed è normale che siano in tanti a fare resistenza.

  4. Aggiungo solamente che gli ultimi progetti di maggiore successo del creativo in questione (Juan Cabral) si sono rivelati degli eventi mediatici di enorme portata. Penso a Sony Bravia Balls, a Sony Bravia Play-doh (il tam tam tra i blogger è stato di una tale entità da far conoscere lo spot prima ancora che uscisse), a Sony Paint… diciamo che è stata segnata una buona direzione creativa da prendere in seria considerazione.

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