Survivors.





I lavori italiani entrati in shortlist stampa a Cannes.
(manca una campagna Passat della DDB, e Hair Lips della Leo B)

Elvis has left the Palais.

Advertisements

65 comments

  1. Mi confermano che l’argento per Voltaern è praticamente tutto italiano. La direzione creativa di Guido Cornara e Ago Toscana e i creativi (come rivelato nei vostri commenti) sono di Milano. Purtroppo non dispongo di immagini della campagna.Sarebbe il secondo argento, se verrà confermato anche il primo ad Hair Lips….

  2. Vista, molto bella. Grazie.Indubbiamente per me il pezzo migliore tra gli italiani: un concetto di ferro dietro, e un’esecuzione perfetta (a cui hanno contribuito con un perfetto lavoro di squadra Roger Kennedy mastro typographer della S&S UK e tutti i vertici creativi dell’agenzia: il risultato si vede). Bravissimi tutti.

  3. Ehi anonimo che fantastica dritta che ci hai dato.Pensa però una cosa: la shortlist che hanno preso è vera.E mi sa che la tua non c’è quest’anno no?

  4. Viva l’italia di quelli che vanno contro a prescindere.Viva l’italia di quelli che se non vinco io tutto il resto mi fa schifo.Viva l’italia di quelli che se l’annuncio non è creato da un brief passato da un cliente e quindi tutta la creatività di mezzo mondo non va bene, non va bene.E in fina viva l’italia di quelli che gli piacerebbe avere una shortlist a Cannes e magari anche un metallo ma purtroppo rimangono solo a scrivere sui blog.Ho detto.

  5. Voltaren è una spanna sopra il resto dei lavori italiani. Anche due. Forse tre.Un concetto incredibilmente semplice e vero, inattaccabile dal cliente. E un’esecuzione d’alta classe. La cosa che più dovrebbe farci riflettere è che si tratta un farmaco, non di un progetto culturale…:-) e che quindi il rigore startegico, il brief chiuso e la mentalità procteriana dei clienti non sempre sono ostacoli per i creativi.LA prossima volta, prima di lamentarci per le opportunità che mancano e per i prodottacci che ci affibbiano, pensiamoci due volte. Anche tre 🙂

  6. E’ interessante notare che fare uscire una cosa così bella e ben fatta, si è dovuti uscire dall’Italia.Creatività italiana, ma lavoro politico, cliente e tutto il resto, stranieri. Questo ci dice una cosa, la solita: che i creativi italiani sono davvero creativi, ma l’ambiente in cui lavorano (inteso proprio come “social environment)” non lo è affatto.

  7. LAvoro politico. Bravo. Ma solo all’estero i clienti pensano che il bel lavoro e i premi servono a tutti. Qui nella stragrande totalità pensano che serve solo ai creativi per farsi belli.

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s