Scegliere un’agenzia. Alla BBH la pensano così.

Il direttore creativo della BBH di Londra (quindi mica uno qualunque), offre questo illuminante consiglio sul suo blog (“Scamp”) a chi sta cercando di entrare in un’agenzia di pubblicità e ha pure il lusso di poterla scegliere: andate in quelle con un’alta percentuale di premi pro capite. In pratica: meglio un’agenzia di 8 creativi che vince 8 premi, che una da 100 creativi che ne vince 50. Non spiega però QUALI premi, per cui è come se non avesse scritto niente. Amico, conta anche il Media Key Award o vale solo la roba internazionale? L’ADCI me lo passi? In ogni caso il suo post dimostra una volta di più che a Londra hanno altri problemi, e altre opportunità, rispetto all’orto di casa nostra. E la centralità dei premi non è messa in discussione. Alcuni la chiamerebbero – diciamolo pure – Ossessione. Ah, l’immagine del post l’ha scelta lui: “A certain ratio”=”Ci vuole un certo criterio” per scegliere un’agenzia. Mah. Ma sarà bravo questo tizio? Scamp? Are you a Disbanded, maybe?

Elvis has left A certian ratio.

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21 comments

  1. Ah, magari si potesse scegliere l’agenzia in cui andare a lavorare! Io ho avuto la fortuna di essere stato scelto. Solo che adesso mi trovo parcheggiato. In attesa di essere rimesso in moto. Ted, ogni riferimento non è puramente casuale. 🙂

  2. Ahah, Ted, l’ADCI te lo passano se togli la “I”. Quelli non scherzano. Meno male che dovrebbe essere il sole a dare alla testa. Mr Becks

  3. Un metodo c’è TED,questo è l’elenco dei premi in ordine di importanza, che fanno punteggio per il GUNN REPORT, la bibbia dei premi:Global 1:CANNESD&ADONE SHOWCLIOSGlobal 2:ADC di NEW YORKANDY AWARDSRegional:EPICA AWARDSEUROBESTADCEGOLDEN DRUMFIAPOJO IBERAMERICAAD FESTASIAN AALocal:KELLY AWARDSLONDON INTERNATIONAL AWARDSGERMAN ART DIRECTORS CLUBGP STRATEGIESCC SAN PAULOYOUNG GUNSEL SOLBESSIESADDY AWARDSSHARK AWARDSBTAALAPIS ADCIGULDAGGETEL SOLCLUB DE CREATIVOSTACT AWARDS

  4. “Ma sarà bravo questo tizio? Scamp? Are you a Disbanded, maybe?” Bhè di sicuro cita, e male, il buon vecchio Conrad, dopodiché se è direttore creativo della BBH un motivo ci sarà. però il problema pare stia sempre lì: la publlicità,perlomeno da noi, o è orrenda oppure la puoi solo considerare per prenderci dei metalli. che poi alla fine “servono solo a raccogliere la polvere” (G. Best) della nostra autostima.e poichè ciò che ho scritto mi sembra un pòdeprimente, per riprendervi ho un consiglio: fatevi un bel giretto sul treno per il Darjeeling, che sembra un film molto disbanded ma che in realtà non lo è affatto!_f

  5. A me sembra che questo illuminato, forse più che illuminato direi posizionato direttore creativo, abbia delle evidentissime quanto irrisolte turbe, saranno quelle che tu chiami ossessioni? A londra hanno altri problemi che forse noi abbiamo già risolto.

  6. Mi sembra chiaro come si evinca che, una volta diventato un super direttore creativo, si possa dire qualsivoglia cazzata. Anche di essere un super direttore creativo.

  7. Ripeto, questo ragazzo ha un problema evidente, che non sarebbe un problema se lui lo avesse non dico risolto, ma quanto meno affrontato e riconosciuto.

  8. Eh no poetadisottofondo, gran merito alla copertina, ma è il ragionamento sotto la copertina che scopre una mancanza grossa. Prova solo a pensare cosa avresti pensato se un tale annuncio ti fosse partito da un nostro DC che stimi in modo particolare. Ma è ozioso continuare a parlarne di un posto dove si danno consigli sull’agenzia da scegliere. Qui da noi accadeva negli anni 80 che ancora si potesse scegliere, ma i criteri di scelta erano molto molto meno idioti. Pensa, ci si basava sulla bravura dei direttori creativi per cui dovevi lavorare…ohibò, quella copertina ora che ci penso mi sta pure sulle palle. Ecco

  9. chiaramente il mio ragionamento era “metonimico”la stima per la copertina è la stima per il disco che c’è sotto, che è una raccolta di pezzi fantasticisai che mi frega di uno che dà consigli su quale agenzia scegliere!purtroppo non ho di questi problemi di abbondanzami accontenterei anche di lavorare per “The Name”, per dirti🙂

  10. Bravo condivido, ovvio non mi riferivo al disco, e neanche alla copertina…Non conosco sto Scamp ma c’hai una gran ragione a desiderare di lavorare per The Name. Comunque penso che anche Ted dovrebbe andarsi a cercare il significato di metonimia sul vocabolario. Grazie, ho imaparato una cosa nuova.

  11. Tu chiamale, se vuoi emozioni… o ossessioni?L’ossessione per i premi è disbanded. E’ come indossare un vestito nuovo soltanto per il piacere di avere un’immagine in copertina, una foto disbanded. Poi, pour parler, si potrebbe anche confutare la teoria del direttore creativo, but I just don’t do it. Tu chiamale se vuoi emozioni… ossessioni?Personalmente, è stato come fare un viaggio disbanded nella città di Moriana, e per usare le splendide parole di Calvino “una città….che consiste soltanto in un dritto ed in un rovescio, come un foglio di carta …”. Tu chiamale, se vuoi emozioni …o ossessioni?La realtà virtuale è disbanded. Sortir de l’ecran: That’s fresh, creative, real style. L

  12. Praticamente se uno affianca una bella copertina a una cazzata è degno di stima a prescindere? Buona a sapersi per la prossima.Mr. Becks

  13. Se in Italia il mercato dei creativi è diverso il criterio di scelta dell’agenzia deve essere diverso e opposto da quello proposto da Scamp.Il calcolo percentuale di premi pro capite è facile: qui più o meno non si vince una mazza comunque. Però per esperienza posso dire che è meglio andare nelle agenzie che offrono più possibilità, più varietà e quindi più clienti.Ma i clienti migliori non sono quelli che uno immagina, quelli più ovvi, che all’estero spazzolano premi nelle auto o nelle birre. I clienti migliori sono quelli per cui potete creare qualcosa di originale, spesso quelli a cui nessuno aveva pensato prima e che il vostro CD vi molla volentieri perchè senza speranza. Quindi alla fine meglio scegliere le agenzie grandi o quelle che comunque vi offrono una maggiore varietà di opportunità.Il vostro capitale sono i clienti per cui lavorate.

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