Portfolio Night e Disbanded Days.


L’8 maggio arriva anche a Milano la Portfolio Night. I direttori creativi delle agenzie di pubblicità sono tutti riuniti in un’unica stanza, e i giovani creativi – muniti di portfoli – li incontrano tutti in una volta sola, scegliendo l’agenzia che più fa al caso loro (o era il contrario?) senza perdere troppo tempo. Potrebbero nascere nuovi amori. Sul sito si possono acquistare i biglietti. Sì, perché la cosa Disbanded di tutta l’operazione è che purtroppo si paga. E’ così in tutto il mondo. Anche se in tutto il resto del mondo the days after the portfolio night sono generalmente più allegri e redditizi che da noi.

Elvis has left the building.

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97 comments

  1. L’argomento è importante. I Venerdì di Enzo non si fanno più (ma vorremmo che l’8 maggio si parlasse anche di Enzo Baldoni). Per quanto riguarda l’ADCI e i giovani, la Portfolio Night è un esperimento, ma anche l’inizio di un percorso. Ogni “istituzione” ha il suo ruolo: le scuole debbono dare la formazione migliore che possono, le agenzie cercare di interpretare nel modo migliore il ruolo che hanno nell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. ADCI è un’associazione e, in quanto tale, non vuole sostituirsi a questi ruoli, ma solo cercare da una parte (come con PN6) di fornire un’occasione qualificata (e qualificante) di incontro; dall’altra di organizzare per gli studenti ADCI occasioni periodiche di formazione. Faremo del nostro meglio.Alex

  2. Mr Becks, la tua sarebbe “ironia” e la mia “arroganza”? 🙂Prova a rileggere il thread e ti accorgerai che hai praticamente sempre argomentato utilizzando la tecnica di mettere in dubbio l’avversario, mentre io ho sempre parlato in generale oppure ho argomentato puntualmente sulle obiezioni (mi dici che non sai niente di direct marketing? Ti rispondo che puo’ essere utile ed è praticamente indispensabile nello scenario attuale della comunicazione), oppure criticato specifici comportamenti (ad esempio la <>furberia<> di parlare coperti da anonimato).I riferimenti alla mia esperienza servono solo per documentare che so di quel che parlo. Senza contare che parlare con chi ha punti di vista diversi è molto più interessante che parlare con chi ti dà sempre ragione.<>“L’opinione è la forma di conoscenza più bassa. Non implica né responsabilità né comprensione. La forma più alta di conoscenza è l’empatia perché ci costringe a mettere da parte il nostro ego e a entrare nel mondo di qualcun altro. Richiede una forma di comprensione profonda, diretta a uno scopo, altruistica.”<> (Citato da Rob Brezny su Internazionale del 24 aprile 2008)

  3. Tornando alla Portfolio Night il mio consiglio spassionato è di andare se avete qualcosa di competitivo. Oggi nessuno aspetta di essere assunto per realizzare in proprio campagne. I ragazzi che escono dalle scuole sono già armati di buoni portfolio a cui manca soltanto l’imprinting di un cliente e di un’agenzia vera. Quindi cominciamo da qui cominciano dai possibili giudizi di quelli che giudicheranno le vostre campagnefai da te:1) evitate portfoli solo di marche fichissime:troppo ingenuo.2) evitate le tipiche creatività troppo battute: wonderbra, peperoncino piccante in varie salse, parrucchieri, ristoranti sushi,parchi divertimenti, preservativi,sociali di tutti i tipi. Fategli vedere qualcosa di mai visto prima.( Non è così semplice, ma è più ambizioso )3)Evitate bellure. In Italia c’è bisogno di più panettieri e menopasticceri.4)Evitate di fare gli annunci tutto visual alla Ads of the world, chi volete che assuma un copy, in questo modo ?5)Se avete intenzioni davvero serie con i 40 euri pagatevi un Rayanair per fate la Portfolio night in Spagna,Francia o Inghilterra, così magari tra qualche anno farete voi la Portfolio Night al posto di quelli che ve la fanno oggi.

  4. Gianni, ho notato che la tua esperienza alla quale fai riferimento in questo thread è servita soltanto a tirare le somme in maniera superficiale, con frasi tipo: “Chi non sa niente di direct marketing, email marketing e vendita, sa poco anche di pubblicità. E infatti è anche per questo che la pubblicità italiana non è gran che :-)”.Oppure: non sai entrare nel blog (con tanto di smile), perchè usi l’anonimo ecc.Come vedi chi ha argomentato usando la tecnica del mettere in dubbio l’avversario, quello non sono stato di certo io. Poi, la parola “avversario” da te usata in questa sede, non fa parte del mio vocabolario attuale (almeno non quando entro nel blog). Per me qui ci sono colleghi che discutono di argomenti interessanti e quasi sempre legati al mondo della pubblicità e questo presupposto crea la mia adesione ai medesimi.Ho notato inoltre, da queste ultime scritture, che tendi a demolire “l’avversario” (come lo chiami tu) con le citazioni di Rob Brezsny, peraltro fantastiche, ma che potrebbero mettere sull’attenti anche te, se ti rileggessi quanto ho riportato delle tue parole, poche righe su.La pubblicità italiana non è un gran che anche per i giovani creativi, ma il mondo non si rovina in cinque anni. Il lancio della patata bollente è uno sport frequente dalle nostre parti.A presto,Mr. Becks

  5. l’ho scritto anche da altre parti, dove si sta discutendo della stessa questionel’idea credo sia buona, probabilmente una delle rarissime l’unica opportunità per avere una feedback da un direttore creativo (escluso il padrone di casa, che non mi sembra rappresentativo del campione, ahimè)però il fatto di pagare resta molto tristeperò c’è “il djset”, vuoi mettere?almeno ditemi se a mettere i dischi sono quelli di MOD 🙂

  6. La discussione finalmente sta diventando interessante 🙂“Chi non sa niente di direct marketing, email marketing e vendita, sa poco anche di pubblicità. E infatti è anche per questo che la pubblicità italiana non è gran che :-)”. [vorrei sottolineare la presenza dell’emoticon e quella dell'”anche”]Questa e’ un’affermazione che continuo a sottoscrivere. Ho preso spunto da una tua affermazione (“non so niente di direct ecc”) ma si riferisce a un insieme di colleghi (prevalentemente della mia età, se devo specificarlo) che, secondo me hanno delle grosse carenze di base dal punto di vista tecnico (pero’ e’ come dire che ci sono grandi musicisti che non sanno leggere la musica: non è un problema a livello individuale; è però un problema a livello di settore). Questi possono essere e spesso sono dei grandi specialisti di Advertising… ma il problema è che l’advertising non è più il centro del mondo pubblicitario da anni. Una bella rappresentazione degli strumenti di comunicazione è quella pubblicata da Mario Lupi nel suo blog e da me ripresa nel blog del Capitolo Freelance ADCI:http://www.bolleblu.info/?p=135L’attuale incapacita’, sia da parte delle aziende sia (e’ piu’ grave) da parte delle agenzie pubblicitarie italiane di vedere oltre lo schema tv-stampa-affissioni e’ uno dei fattori — uno dei tanti, non l’unico, non necessariamente il principale — che rende la pubblicità italiana (come industria della comunicazione) arretrata e anche qualitativamente insoddisfacente.Nel mondo di internet gli strumenti di direct marketing sono indispensabili, e chi fa l’advertising non puo’ piu’ chiamarsi fuori (infatti oggi succede solo in un paese tv-centrico come l’Italia).“Oppure: non sai entrare nel blog (con tanto di smile), perchè usi l’anonimo ecc.”Questo per la verita’ l’avevi detto tu, che ogni tanto postavi da anonimo perche’ avevi problemi con la autenticazione 🙂Lo smile naturalmente intende indicare che la frase vuole essere una battuta, o cmq vuole essere amichevole, quindi non va interpretata in modo letterale o offensivo (poi magari la battuta non riesce, ma questo è un altro discorso). Lo so che “i pubblicitari” non usano le emoticon per snobismo, ma io le uso e in generale aiutano. Eccetto qui, a quanto pare. 🙂Pace e amore 🙂Shanti Shanti Shantih

  7. ted Disbanded in Tokyo interviene sorpreso dal polverone che si e’ alzato intorno alla Portfolio Night.Tra le varie cose lette da quaggiu’, mi permetto di dissentire da Gianni sul fatto che oggi ci sia “piu’ lavoro” perchE’ sono cresciuti gli investimenti. Oggi il lavoro non c’e’. E se c’e’ ‘e pagato pochissimo, sicuramente molto meno di quindici anni fa.In ogni caso, proprio per questo, o hai un portfolio che spacca oppure e’ abbastanza inutile farlo vedere in giro con ragionevoli speranze di essere preso. Questo si’.

  8. Beh, proprio a zero non sto in materia, ma non mi reputo preparato, in quanto non mi occupo – nella pratica – di questo settore (anche ultimamente ho avuto una proposta, che sto valutando). Per questo ti ho detto che non so niente. Alcune letture le ho affrontate, quando studiavo: ho una laurea specialistica in nuovi media. All’università ho incontrato molti web marketer, i quali mettevano in risalto le potenzialità del media. Quegli argomenti mi hanno sempre affascinato, ma a tratti ero anche titubante. Concordo con quanto hai detto precedentemente sull’aumento degli investimenti pubblicitari, ma mi sono sempre domandato, al di là di quanto lavoro potesse trovare un pubblicitario del web attualmente: quanto si spende per una campagna declinata su stampa e tv? Come sappiamo, ancora non regge il paragone. E poi: non pensi che l’adv classico sia ancora tivvùcentrico per via del potenziale persuasivo? Oggi viviamo nel web 2, patria dell’interazione e l’adv classico ha sempre avuto una funzione “unidirezionale”; quindi, chi la subisce resta passivo in quel momento, senza contraccambiare l’azione. Al massimo si può cambiare canale, ma – Tac – eccolo là di nuovo. Vedo che in molti paesi l’online si fa sentire, ma qui andiamo a rilento, forse per questo molti tuoi colleghi sono grandi creativi ma non sono molto preparati in materia: è la nostra società. E poi, penso che un creativo dell’adv classico sia declinabile nel web e viceversa. Diciamo che il tempo non manca. Quoto il tuo discorso, anche se penso che non tutti considerino il direct come uno strumento di secondo piano.SalutiMr. Becks

  9. Be’ Mr Becks, forse stavamo parlando di cose leggermente diverse ma in realta’ ci intendiamo piu’ di quanto sembrava all’inizio. Sono d’accordo con le tue osservazioni.La tua domanda <> “E poi: non pensi che l’adv classico sia ancora tivvùcentrico per via del potenziale persuasivo?”<> merita una risposta che, chiarisco, non vuole essere polemica nei tuoi confronti, ma generale. Il potere persuasivo della tv è ampiamente diminuito. negli altri paesi gli investimenti sulla tv generalista diminuiscono: la sua epoca d’oro, in pratica, è stata il decennio seguente al film Apple “1984” al Super Bowl.In Italia siamo in ritardo perché, a causa del duopolio collusivo Rai-Mediaset e dei vistosi interessi politici che riguardano entrambi gli enti, la tv toglie risorse a tutti gli altri investimenti pubblicitari.Se guardi queste cifre, pubblicate su Il Mondo (fonte WPP) vedi che la situazione italiana è sproporzionata:Regno Unito: TV 26.1%, stampa 38.6%, radio 3.1%, Internet 24.9%, altri (cinema, outdoor) 7.4%.Germania: TV 24.7%, stampa 55.4%, radio 4.0%, Internet 10.5%, altri 5.3%.Francia: TV 32.4%, stampa 41.0%, radio 7.2%, Internet 8.8%, altri 10.7%.<>Italia: TV 50.1%,<> stampa 32.2%, radio 6.6%, Internet 6.1%, altri 6.0%.Negli altri paesi la tv è circa la metà/ due terzi dell’investimento pubblicitario italiano. In GB l’investimento su Internet è il quadruplo del nostro. Per la situazione italiana due motivi “poco pubblicizzati” sono questi:1. La tv è facile da pianificare;2. Gli intermediari guadagnano di piu’ vendendo tv che vendendo altri spazi pubblicitari (non sempre con politiche perfettamente trasparenti).

  10. Commento disbanded (=fuori luogo. Ma a Tokyo come funziona? Mah. Con Converse in Giappone hai la possibilità di organizzare delle azioni pubblicitarie per promuovere il brand, e chissà, magari indossare questo paio di scarpe per poi partire alla grande!

    Origattoo! Si, ma chi è l’ Edward burtoniano? Ma lì dentro si vive senza scarpe! Mah. Sayonara.L

  11. Le statistiche rendono l’idea. Le conoscevo già. Queste sono salite solo di recente e soltanto negli ultimi due anni si è parlato di investimenti decenti in Europa. Ma questo non vuol dire nulla: aspettiamo prima di parlare, perchè fino a 3 anni fa, in paesi come la Germania ad esempio, i maggiori proprietari delle web agency cantavano come cicale e poi si sono trovati con una mano davanti e l’altra di dietro; mentre qui la situazione era statica e mediamente normale. Quanti siti e-commerce hanno chiuso i battenti dopo il 2000? Tantissimi. Ricordo il caso di “Boo.com”. La net economy ha già fallito una volta, andiamoci piano. Non facciamo troppe distinzioni tra i media e non prendiamocela con chi sfrutta il media “oggettivamente più persuasivo”. Inoltre non penso tanto che i creativi italiani se ne freghino dei nuovi media. Il creativo italiano ha sempre a cuore il suo progetto e lo avrà anche e se un giorno ci saranno contenitori diversi.SalutiPer Ted: ti chiedo scusa per avere monopolizzato il tuo blog e dirottato il discorso su altri temi. Sorry 🙂Mr. Becks

  12. 40 euro. 40 euro per incontrare tutti i grandi. Quelli che ti possono dare una possibilità. Romani e milanesi.Tutti rilassati, predisposti, con il drink in mano. Cazzo, rinunci alle sigarette, a due pizze, a un paio di cinema. Chi sa di avere talento e numeri giusti non sta qui a lamentarsi, ha già comprato il biglietto. Lagnati di meno Becks.

  13. Mr. Becks, becks come la lager? O come il calciatore supe delivery? O come il buon Beccaria, diavolo di terza categoria? Ops, quello era Zaccaria, del carosello delle stufe Argo. Sig. Becks, sei passato troppo di mano in mano, e sei troppo agitato che schiumi ovunque a spruzzo. E sei pure troppo caldo per darci ormai una sorsata di fresca energia.Consiglerei un giro in frigo. Dai retta allo zio, o al nonno se preferisci. Dai famose ‘na peroni. Bacetti ;-)PS:ted, ma non dovevi votare gli Awards? Bravo. Salutami il Dentsu Caretta.

  14. Massimo Guastini ha ragione, c’è anche chi non li ha i 40 euro perchè deve pagare le spese personali. Non è questione di aperitivo in meno, è che alla fine tocca battere gentilmente cassa in famiglia se uno i dindi non li possiede. Eh, Sempre la famiglia. Ci risiamo. Mr. BecksP.S: Fra’ da te adesso mi aspetto: annate tutti a rubà!

  15. Grazie La Copy, ma i complimenti per il Clio vanno a Emanuele Pulvirenti e Filippo Testa, art e copy della campagna Manifesto.Appena posso cambio post, purtropo non riesco da qui ad aggiungere delle immagini Disbanded che mi servivano allo scopo.

  16. Il denaro e’ una delle cose più relative che esistano. Se uno è motivato a partecipare, i 40 euro non sono un problema. Su questo punto dissento da Massimo.@ Ted: se gli investimenti pubblicitari aumentano, aumenta proporzionalmente anche il lavoro per chi la pubblicità la realizza. Il problema è che la maggior parte delle agenzie pubblicitarie questo lavoro se lo sono fatto soffiare da altri (oppure si sono fatte soffiare gran parte del reddito correlato). La maggior parte delle agenzie italiane sono state gestite male (e qui mi riferisco prevalentemente alla realtà milanese), ed è per questo che, nelle agenzie, oggi si lavora male, pagati male e lavorando molto a vuoto. IL paradosso è proprio questo: agenzie in crisi in un mercato in espasione (al di la’ delle fluttuazioni annue, il mercato della pubblicità e’ costantemente cresciuto).@ Mr Becks: (semplificando) la net economy non ha “gia’ fallito una volta”: si trattava di normale crisi di crescita, già verificata in tutti i settori innovativi (nascita, crescita, corsa all’oro, scoppio della bolla, consolidamento e ripresa della crescita): e’ successo con le ferrovie, con l’automobile, con i computer, con le biotecnologie e in tanti altri settori. Con Internet è solo stata più visibile e più spettacolare. In realtà, ad esempio, gli investimenti pubblicitari in rete sono sempre aumentati di anno in anno; gli utenti pure; il traffico anche; il commercio elettronico (che è destinato a restare una grossa nicchia per molto tempo) è cresciuto costantemente. L’unico paese europeo che — per un insieme di fattori fra cui la già citata collusione fra rai, mediaset e politica — continua a correr dietro alla tv come principale mezzo pubblicitario e’ l’Italia.

  17. Frà ha ragione: 40 euro non sono 400. e visto che, bene che ti vada, poi saranno mesi e mesi di stage non retribuito, non vedo dove sia il problema: prima o poi i soldi a papà li devi chiedere comunque.è una situazione di merda e io mi sono anche rotto da tempo di vergognarmene. ma tant’è.quindi, banalità per banalità, ribadisco: se credete veramente che la pubblicità sia la vostra vocazione, cominciate in un altro Paese.

  18. sì, esatto. Andate in Thailandia, là con 40 euro altro che “meglio di viale Zara” Ma l’adci viene pagato per fare quelle locandine?cordialità. fra, vagabondo.

  19. :-))) Quando esisteva “rejectedby”, il sito di improperi e pettegolezzi anonimi, importanti direttori creativi andavano a cercare il proprio nome per vedere cosa dicevano di loro. Una volta ho cercato anche io il mio nome, scoprendo con delusione che <>nessuno<> parlava di me: nonostante anni di lavoro come segretario tuttofare dell’addiccì, non contavo un fico secco nella pubblicità italiana.Qui dentro invece vari anonimi non solo leggono con attenzione quel che scrivo ma si premurano anche di postare vari apprezzamenti negativi su di me. Il segno che finalmente anche io comincio a contare qualcosa 🙂

  20. 40 euro non sono pochi ma se pensiamo a quanti soldi si devono spendere in telefonate prima di riuscire ad arrivare a parlare con uno solo di questi dc il costo è presto fatto. Ale

  21. 40 euro non sono pochi ma se pensiamo a quanti soldi si devono spendere in telefonate prima di riuscire ad arrivare a parlare con uno solo di questi dc il costo è presto fatto. Ale

  22. Basta disbandatevi subito tutti. Se state qua di sicuro non andate alla notte dei borsellini. E non spendete 40 euro. Ma che noia. A chi non scrive piu’ su questo post do 40 euro. Anonimi esclusi.

  23. per Fra’Se siamo qua, non spenderemo 40 euro?E allora Ted? Qui è lui il padrone di casa, eppur si “presta” a alla notte dei borsellini.Credi forse che farà il disbanded e non ci andr°?O ci andrà per sabotare l’eventO????Non mi firmo ma non per questo mi sento anonima.Tutt’altro.

  24. Graziosa e gentile anonima, se non firmi <>è sempre<> un intervento anonimo, indipendentemente da come ti senti dentro.Olltre a non dimostrare grande coraggio delle proprie idee, in un comportamento simile forse c’è anche qualche traccia di autismo? 🙂(Mr Becks, non dirmi che sono arrogante: sto criticando un intervento anonimo che potrebbe essere stato scritto da chiunque. Critico l’intervento e il comportamento, non la persona, che peraltro è totalmente sconosciuta, solo un numero IP in un log di Blogger)

  25. Solidarietà a Gianni Lombardi e a tutti coloro che hanno contribuito e lavorato per importare portfolio night in Italia.Gli italiani non meritano un trattamento del genere. Lamentare 40 euro d’investimento, è lo stesso atteggiamento che assumono al meridione quelli che aspettano che lo Stato si impieghi per loro. Datevi da fare. Rimboccatevi le maniche, risparmiate sulle canne e andate a dimostrare quanto valete, e se valete. Il futuro è vostro. cordialità.fra, vagabond

  26. Al di là dell’essere “anonimo”: anonima, cosa dovrebbe fare Ted, non andarci? Il problema non è certo lui, tralaltro è una di quelle persone che sta vicino agli aspiranti creativi molto più di altri “indaffarrati”, pur ricoprendo cariche molto impegnative.La mia iniziale polemica, non voleva nemmeno offendere Gianni Lombardi e non era nemmeno letale, la critica, che ho espresso nei confronti del Porfolio Night. Ho commentato il fatto che si pagasse il biglietto, non perché L’adci avrebbe dovuto a tutti i costi ideare l’evento a gratis, ma perché penso, che sia il solito palliativo italiano che non risolve i problemi legati al mondo del lavoro. Non è una critica atta a buttare giù il lavoro dell’associazione: l’evento in quanto fine a se stesso è pure figo.Ma il succo del discorso è un altro: oltre che un copy deve adattarsi professionalmente ad un sistema di remunerazione a dir poco scandaloso presente nel mondo della pubblicità italiana, non avendo la possibilità di vivere con dignità nemmeno il suo lavoro (eh sì, perchè i genitori sono lì pronti, sempre), chi di dovere, invece di fare pressione su alcuni aspetti determinanti di questo lavoro (sono sicuro che lo fanno, ma forse non basta), si preoccupa ad organizzare eventi che fanno sì che l’Italia possa stare al passo con i tempi e con gli altri paesi comunitari vicini.Questo si percepisce anche in politica: “Debito pubblico alto, ma Italia figa.”La differenza con gli altri paesi europei è che lì ci sono ottimi servizi di recruitment, spesso, con tanto di offerte nella sezione “job”. In quei paesi, sì che il portfolio night è un’opportunità di mettersi in mostra e di conoscere qualche bella persona che può sempre darti una mano in futuro (oppure di accettare consigli). Qui invece si chiudono le vedute: “40 euro! Approfitta dell’occasione! Perché non capita tutti i giorni di conoscere un Dc che ti presta il suo tempo prezioso. E via con le sviolinate da parte tua”. Io personalmente ho sempre pensato che il mercato lo facciamo “anche” noi e non andrò al Portfolio Night per una mia scelta. No, non ci andrò: questo è il mio contributo. Poi gli altri facessero come vogliono.Fra vagabondo: non è che in giro ci sono soltanto creativi cannaroli. Quando ho fumato l’ultima canna, avevo circa 19 anni, quindi ben 9 anni fa. Poi ho iniziato l’università e poi la creazione di un portfolio, poi stage, esercizi e stage. Insomma, ci siamo capiti. Se fossi nato negli anni ’60, non solo avrei vissuto un po’ meglio i Sex pistols, i Clash e le correnti post punk (da me tanto amate) ma avrei evitato, forse, di imbattermi in uno stage continuo. A presto,Mr. Becks

  27. I sistemi di recruitment in Italia non sono granchè.C’è l’Accademia di Comunicazione che ti costa quanto la Bocconi ma non è la Bocconi. Meglio di niente, ma sicuramente Hdemia,IED o altri hanno un’ inclinazione un pò speculativa ( ad esempio fanno i mutui sulla retta pur di aumentare gli iscritti ) Più o meno la stessa filosofia di quelle scuole di portamento che ti promettono di fare la modella o la velina in tv. Non ci sono tanti posti per fare la show-girl ma sicuramente il sogno è diffuso e io scuola ne approfitto.Le istituzioni davvero serie non sono speculative. L’Art Director’s Club inglese (il D&AD) che ha come motto non un guazzabuglio di frasi da geometra tipo l’ADCI, ma un secco: For Excellence, For Education, For Entreprise and NOT FOR PROFIT, ha una sua TALENT POOL, dove vengono segnalati i migliori portfoli degli studenti appena usciti dalle scuole professionali.E’ un servizio gratuito e riservato agli iscritti, cioè praticamente i creativi e direttori creativi di agenzie di tutto il mondo che guardano e spesso assumono. Ma da noi le opportunità e il ricambio di mercati come quello inglese, ce li sognamo. Infatti anche se adesso le agenzie non assumono quasi nessuno, non sono neanche così facili i lincenziamenti. Insomma, se ci fosse bisogno di ripeterlo: è tutta colpa dei sindacati.

  28. x ted:off topic, complimenti per l’annuncio. Solo una domanda (a cui tra l’altro penso di sapere già la risposta): ma nell’annuncio de Il Manifesto le due mani sinistre sembrano con il dito medio alzato. Ho notato che pochi l’hanno fatto notare (ho visto i commenti su adsofthew.). E’ voluta la cosa? Pura curiosità.x gli altri:ma cosa aspettate? Che vengano loro da voi? (parlo dei dc). Ma non lo capite che è un investimento e non un costo? 40 euro si possono risparmiare tranquillamente. Se non spendi da una parte li puoi risparmiare dall’altra. Mi spiace vedere tutta questa arroganza e presunzione. Io che poi sono stato forse il primo a criticare l’adci perché non portava un evento simile. Ora mi ritrovo a criticare chi di quei giovani se ne frega. Assurdo.Ci sono giovani che vogliono iniziare questa professione solo in una grande agenzia, solo facendo lavori carini, solo per clienti fighi, solo etc. etc. etc. Ma un bagnetto di umiltà no? Lo sfruttamento è un altro discorso. Ed è vero che comunque sono i giorni e il luogo (l’Italia) a rendere penoso il risveglio dopo night. Ma cazzo, per una volta che esiste un prima decente, che vi vengono incontro, questi commenti…Mi fa una gran pena tutto ciò.Meglio lasciar perdere, così almeno mi beccavo 40 euro da Roccaf.

  29. Ehi, Mr. Becks! ma ti sei bevuto il cervello? Dai retta a un coglione: meglio le cannette; rilassano. fra, vagabond.

  30. Francescos, “NON PROFIT” non vuol mica dire “dei soldi non ce ne facciamo niente”.Il <>non profit<> anglosassone è estremamente aggressivo e determinato nel raccogliere fondi (e infatti esiste un’intera branca del marketing e comunicazione che si chiama “fund raising”). In America i musei pubblici e privati hanno cataloghi di vendita per corrispondenza e fatto e-commerce.(oltre che per l’Adci e lo IAB, ho fatto fund raising e varie attività per TCI, ACI, WWF, Anfass, Lega del Filo d’oro, Missioni di don Bosco, Lega Ambiente, nonché qualche micro associazione – non lo dico per vantarmi, solo per documentare che so di cosa parlo).Leggi il commento di Gianguido Saveri (attuale segretario ADCI, anche lui con esperienza concreta di non profit e fund raising) sul tema:http://www.bolleblu.info/?p=134#comment-416

  31. Invece di perdere tempo a lamentarvi, andate a preparare i portfoli ragazzi, date retta. Le vie della pubblicità sono sempre meno infinite e la concorrenza è spietata.

  32. hallo, anche se non studentessa alla portfolio night sono andata investendo queste benedette 40 euro di cui avete discusso così tanto. Ho deciso di investire di tasca mia perchè facendomi due calcoli mi interessava davvero sentire 3 autorevoli pareri sul mio portfolio. appena ne avrò tempo posterò sul mio blog le mie impressioni.. se a qualcuno interessa sapere come è andata a qualcuno che ci è stato ed è un lavoratore da un pò fate un salto.Posso cmq dire che a me è abbastanza servito.. un saluto a tutti, lu

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