Cosa ne sarebbe stato di Nick Drake se avesse avuto la sua pagina su MySpace?

C’è un intero esercito di Disbanded che deve la propria Disbandedness a un terribile talento: quello che viene fuori dopo la loro morte. E’ accaduto a scienziati, artisti, poeti. Perfino a Totò. E poi è accaduto a Nick Drake, il più romantico dei Disbanded, scomparso a 26 anni dopo una dose troppo massiccia di Tryptizol, il farmaco con cui si curava dopo il collasso nervoso. In vita, Drake incise solo 3 dischi. Tre perle. Che però non comprò nessuno, facendolo vagare tra mestieri diversi, città diverse, malattie e ospedali. Di lui non esiste nemmeno un filmato, solo qualche foto. Forse oggi un talento del genere avrebbe qualche possibilità in più per non passare inosservato. O forse invece verrebbe sommerso dai milioni di profili MySpace e dalle varie Puppini Sisters che trovano la gloria su YouTube, e la fine sarebbe la stessa. Cambierebbe solo il nome del farmaco. Consiglio questa, questa che è la mia preferita, e questa.

Elvis has left the building (before Nick).

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13 comments

  1. Splendide I’ve been smoking too long (autobiografica, immagino) e which will (tell me now which will you love the best).

  2. Bravissimo Ted, ho tutti e tre i dischi e non ci si stanca mai di ascoltare Nick Drake. Anzi, ora lo metto su.P.S.: Per chi ne vuole sapere di più sulla sua vita, c’è anche il libro di Stefano Pistolini, “le provenienze del’amore”, edito da Fazi.

  3. Mi segnalano anche:Venerdì 28 marzo, ore 18.30Libreria Bookàbar – Palazzo delle EsposizioniRomaJournay to the starsI testi di Nick Drakedi Paola De Angelis(Arcana edizioni)Insieme all’autriceErnesto Assante, giornalista di RepubblicaEntrata indipendente via Milano 15/17 e dalle sale delle mostreIngresso gratuitoA seguire Happy Hour

  4. Che razza di pasticcio all’italiana, quella canzone di Antoine. Non accontentandosi di averne plagiato la musica da “Rainy day women” di Dylan (da Blonde on blonde), gli autori Gian Pieretti e Ricky Gianco vollero aggiungergli una ciliegina demenziale, con quel “ti tirano le pietre” che suonava come una traduzione imparaticcia e spannometrica dell’originale “everybody must be stoned” scritto da Dylan per la canzone originale: come se “stoned” volesse dire “lapidato” anziché strafatto. Lo stesso genere di goffa cazzonaggine che ha spinto Vasco a far suonare a randellate la sua cover “Gli spari sopra” come il verso originale di “This party’s over” degli Emotional Fish. Contenti loro. Salute a tutti. Marco

  5. Sinceramente, ascoltandolo, non ci trovo niente di così entusiasmante in Nick Drake. Voglio dire che forse siamo un po’ tutti accecati dalla sua triste storia e lo eleviamo a genio incompreso, senza magari renderci conto che nella sua musica non c’è tutta questa genialità. Se lo avessimo sentito suonare per strada gli avremmo tirato le pietre…

  6. Potrei sapere perfavorequal’è il titolo della prima questa, tra le tre.non riesco ad aprirla. ho pazientato pensando fosse un fatto momentaneo causato dal mio pc, ma ancora non mi appare.grazieSin

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