L’uomo giusto nel post sbagliato. (Lui vorrebbe essere in quello su Colette).

Mi domando: quanti punti di Disbandedness perde Keith Richards con questa campagna pubblicitaria? zero? venti? cento?
A voi la risposta. “Alcuni viaggi non si possono esprimere a parole”, dice il claim. Ma certe foto li possono raccontare benissimo.

Elvis has left the building.

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13 comments

  1. Propongo il depennamento di KR dalla lista disbanded qui a fianco, a meno che qualcuno mi dimostri la disbandedness di Luis Vuitton. Il che è impossibile.

  2. Sbagli caro Cornholio: Luis Vuitton agli inizi della sua attività ha dovuto cambiare il suo logo per passare a quello che lo ha reso celebre, perchè accusato (sembra a ragione) di aver copiato pari pari quello di una pelletteria napoletana. Mi pare abbastanza disbanded fare una copia da un originale napoletano…..

  3. Secondo me è Louis Vuitton che ne acquista in disbandedness.Anche se avrei visto meglio Keith Richards a contrattare con un senegalese il prezzo di un tarocco Vuitton, magari sul bagnasciuga.Marla Singer

  4. Alla luce di questi nuovi fatti non posso che ammettere il mio errore. Ma a questo punto voglio almeno un Ron Wood che sponsorizza la pelletteria napoletana.

  5. non lo so, forse non ne perde nemmeno uno, la pubblicità è entrata così sottilmente in tutto, nelle emozioni, nei modi di pensare, nei comportamenti, che sinceramante non so più quale sia il limite, tra una posa e la realtà.E poi detto da uno che fa il copy… Che dite è abbastanza disbanded come logica?

  6. je me suis arreter un moment pour reflechir.Già. la sacralità delle emozioni,il senso di eternità che ispira un’immagine del Monte Fuji, il senso di compiutezza quando da lassù pare di vedere il mondo che fluttua al ritmo di una chitarra lunare… tutte cose catturate dal pirata dell’immaginario che gioca con le parole a volte ostentando un buonismo pietoso. Ma qui siamo in un blog disbanded, e l’unica cosa interessante è il senso estetico dei messaggi pubblicitari, il fatto che le bolle di sapone possano con un gesto ludico essere soffiate al vento e produrre informazione, educazione, perchè no. Quanto al limite, bè, il confine è una linea sottilissima che riaffiora alla coscienza quando ci fermiamo a riflettere. Arreter pour reflechir, ecco cosa.

  7. e aggiungo: anonimo qui sopra, la tua domanda è retorica in un blog disbanded. poi la storiella pubblicità che pervade e plasma la vita quotidiana è trasentita e dejà vu pure quella. L

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