Le vite parallelamente Disbanded di Hugh e Mark Everett (degli Eels).

Cinquant’anni fa esatti un giovane studente della Princeton University si accaniva nel professare l’esistenza di universi paralleli, affondando le sue ragioni nella melma per me irrisolvibile di parole come meccanica quantistica. Il bello è che quelle dello studente non erano solo fantasie. Ma nella sua università nessuno lo prendeva sul serio. O se preferite lo schietto turpiloquio, tutti lo prendevano per il culo. Così Hugh Everett (così si chiamava) abbandonò studi, sogni e professione, per andare a lavorare alla Difesa. Ci vollero circa 20 anni perché la Scienza si accorgesse (era il 1982) che forse qualcosa di vero in questa storia dei due universi paralleli ci doveva essere. Ma l’ex studente, ormai cinquantenne, morì poco dopo per un attacco cardiaco. A trovare il suo corpo disteso sul pavimento, c’era suo figlio Mark. Diventato poi famoso non tanto per essere il figlio di tale genio, ma perché oggi è il leader, frontman, singer degli Eels. Mark racconta: “Mio padre non mi aveva mai detto nulla delle sue strane teorie. Vivevamo sotto lo stesso tetto, ma lui sembrava vivere in un universo – come potrei dire – parallelo”. Ma lasciamolo continuare in inglese: “He was a physical presence, like the furniture, sitting there jotting down crazy notations at the dining room table night after night. I think he was deeply disappointed that he knew he was a genius but the rest of the world didn’t know it”. Traduzione: mio padre era un Disbanded, e anche io lo sono un poco.
Tutto questo in un interessante programma della BBC segnalatoci da DJ De Luca, che voi potreste non vedere per due motivi. Primo, perché forse non avete la BBC. Secondo, perché il programma è andato in onda ieri.

Elvis has left the 1st universe.

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21 comments

  1. THE SOUND OF FEAR sun comes up on the old neighborhoodspray-painted bricks and dead firewoodwell i don’t know where i’m gonna be nexti don’t care where i’m gonna benext time if you think of ityou might remember me asthe one who let you downbut never made another sound of fearsome people like to call me chuckit’s charles and you are shit outta’ luckif you think you know what happens nextyou think you know what happensnext time if you think of ityou might remember me asthe one who let you downbut never made anothersound of fearsun goes down on the old neighborhooddark, damp the stop where i once stoodi don’t know where the bus stops nextand i don’t care where the bus stopsnext time if you think of ityou might remember me asthe one who let you downbut never made anothersound of fearthe sound of feari can’t hearthe sound of fear copyright 2000, 2007 EELStheband.com

  2. Linguaggio poetico, oggi… volate alto!Anonimo, è una poesia ermetica, la tua? scherzo. “Le poète est semblable au prince des nuées Qui hante la tempête et se rit de l’archer ; Exilé sur le sol, au milieu des huées, Ses ailes de géant l’empêchent de marcher”Albatros.Spleen.Mondo parallelo. L

  3. Universi di parole che spariscono. si vede che non era poi tanto disbaded per “l’homo faber”, salire con una scaletta su una barchetta su quel mondo parallelo! L

  4. Ecco perchè quella canzone Sound of Fear! Che cos’è un blog per cuori solitari, questo? Che blog disbanded…Anonimo L left the building, disgusted. L

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