Anche un colore può essere Disbanded.

Il passaggio di secolo è sempre un momento magico, in cui l’uomo si inventa cose. Alla fine del ‘900, per esempio, furono inventati Internet e l’aspiratore di briciole per la tavola. Ma alla fine dell’800 si pensava ancora più in grande. Allora sì che il genere umano era Disbanded. In America c’era un generale in pensione chiamato Augustus Pleasonton che, riposta la baionetta, si mise a fare studi sulla luce. Traviato da un fotografo, iniziò a convincersi dei benefici effetti del colore blu sugli organismi, sulle persone, sulle malattie. Costruì nel giardino di casa delle serre a pannelli di vetro colorato, in cui poté verificare la salute formidabile delle piante e delle viti investite da luce blu. Fu quindi naturale che scrivesse di lì a poco: “Influence of the Blue Ray of the Sunlight and of the Blue Color of the Sky in Developing Animal and Vegetable Life in Arresting Disease”, l’unico libro in cui può capitare di fare l’orecchietta già alla copertina. In breve tempo – pur non esistendo Internet – la mania della luce blu si diffuse in tutta l’America e successivamente in Europa. I proprietari delle case facevano costruire solarium dai vetri blu, e i centri benessere di New York rividero di colpo i colori di pareti, poltrone e vetri. La luce blu si credeva giovasse all’umore, ai dolori ossei, ai reumatismi e ai “postumi di incidenti ferroviari” (Times). Un mucisista di nome Edward Mark incise anche “La marcia del vetro blu”, con in copertina alcuni invalidi in un solarium che butano via le stampelle, come tanti Enrico Toti illuminati da televisori. Per fortuna – dobbiamo certe volte riconoscere – il mondo non è popolato di soli Disbanded. Ci sono anche i Razionali, i Quadrati, gli Scienziati. Per farla breve, qualcuno iniziò ad averne abbastanza di tutte queste cazzate sulla luce blu. La rivista Scentific American pubblicò il non equivocabile articolo “L’inganno della luce blu”, in cui tra l’altro spiegava una cosa logica: che sotto un vetro blu si è esposti a una minor quantità di luce blu che non stando sotto un vetro incolore. Ma a parte questo, iniziarono addirittura a diffondersi leggende metropolitane su danni alla vista prodotti dalla luce blu. E come accade per tutte le mode effimere, anche quella della luce blu si dissolse nel nulla. Ma a me piace credere che il suo inventore, il generale Augustus Pleasonton – che sui campi di battaglia non lasciò alcuna traccia – fosse realmente in buona fede. Mi piace credere che non fosse un ciarlatano, ma solo un formidabile Disbanded che come tanti di noi credeva di aver visto la luce. Blu.

Elvis has left the building.

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34 comments

  1. Disbanded non è né triste né allegro: è Disbanded.In realtà in questo racconto il Blu diventò Disbanded senza avere colpe. I ciarlatani affollano tutte le epoche.

  2. Bè, non ha colpa il blu, sennò per me sarebbe come rinnegare quel colore ogni volta che mi guardo allo specchio… ma forse è proprio colpa di questi miei occhi se poi guardo il mondo in blu, e mi piace. Per me è armonia: mare blu, cielo blu, prato blu e via dicendo… come quel bel quadro di Matisse dove tutto è inondato di blu… quei fiori però sono un pò freddi… sa essere molto freddo, il blu artificiale… Br!!!L

  3. Bella l’idea ch epossa esistere un colore Disbanded. Ma alllora anche una canzone…un fiore…una città…una nota…una lettera.

  4. povero blu, fa sempre una fine bieca.Ted, leggi qui sotto e fatti due risate_fdal “Trattato de’ colori”di M. Coronato Occolti, 1568 … Bianco, significa humiltà. Negro, perpetuità. Oro, fede. Argento, grandezza di desiderii. Berettino chiaro, poco ferma humiltà. Berettino oscuro, fermezza in humiltà. Berettino violato, perpetua et dilettosa humiltà. Berettino argentino, ferma lascivia et dilettosa altezza di desiderii. Rosso, ardire et magnanimità. Turchino, ferma lealtà e giustitia. Verde chiaro, speranza. Verde oscuro, voglia di morire. Verde giallo, disperatione. Incarnato, amore. Ranzato, certezza di magnanimità. Zizolino, il medesimo. Giallo dorato, certezza di fede. Giallo pagliato, certezza di bontà. Giallo puro, certezza del presente et futuro stato. Morello, passione. Leonato, perpetuo ardire. Mischio, dubbioso stato. Vermiglio, furore, ira, disdegno. Atro, discordia. Pallido, timore. Zallolino, inganno et tradimento. Cinereo, morte. Rosa secca, amor lasciato con honor d’ambe le parti. Cesio, fierezza et crudeltà. Violetto, negligenza et freddezza.

  5. già perchè quel trattato è una pioggia di colori disbanded! io mi sa che comprò pure quel giubettino zizolino pechè mi ha convinto quello spot.. sarà pure zallolino…? L

  6. Scusate la pochezza, ma per me i veri colori disbanded sono il giallo e il rosso. Messi insieme possono fare impazzire migliaia di persone in attesa per due decennni. Ted, perché non fai un post sui 200 giorni di campionato che, nel 2000/2001 hanno trasformato la vita di una città in una mania ossessiva? Quella è la parte sana del tifo, della passione e dei ricordi. Io mi portavo dentro Roma del 1983, con i canti, i balli e le feste. Ero un frugoletto che saltava sul letto accanto al papà quando al 90° minuto mi guardavo i gol di Pruzzo. 18 anni dopo ero un uomo di 26 anni che quel papà lo ha abbracciato come se fosse passato solo un giorno dall’83. Magari sarò cretino, ma in fondo non sono sempre colori quelli che hanno reso Roma disbanded? Arnald

  7. Povero Blu. Prima bistrattato da vicende scientifiche nell’800, poi il suo status di élite messo K.O. dall’abbronzatura il secolo successivo.Da Wikipedia: “Prima che l’abbronzatura diventasse uno simbolo di bellezza e benessere, essa era il colore di chi lavorava la terra, mentre i nobili erano pallidi, e il pallore era ricercato proprio per il suo significato di grazia e splendore.Su di una pelle livida spiccano le vene superficiali, che appaiono blu: da qui l’equazione “sangue blu=sangue nobile”.Domanda: quando si è colpiti da 2 avvenimenti Disbanded si può parlare Disfiga?

  8. Blow up.L’estetica è per me una necessità.Viene prima dell’ideale, si trova anche in un ferro da stiro chiodato, prima della forma,Anche nel bar pu’ malfamato di BAngkok.Farne un principo, come sarebbe giusto, significherebbe, una volta per tutte, esser al di sopra delle passioni, dirigere se stessi.Essere un singolo prima di una collettività.Questo è l’ideale.Ma Tokio, per esempio, succede che dietro il silenzio, dietro la forma come ideale e principio, dietro al rispettoProlifica, la volgarità, la prostituzione, la corruzione, e la degenerazione.

  9. Vita – morte – vita.Nero – Rosso- bianco.Luce ed ombra.Nonè necessario far durare la magiadel sogno, è necesario indagarlo.

  10. la tv emana luce blu? Bah… vedere questa luce blu mi pare una necessità in questo post, blu. anche per il pittore il problema estetico è una necessità. ma in Blow up il punto è cogliere una realtà che si matura e si consuma, e proporre questo movimento, questo arrivare e proseguire, come una nuova percezione. non è soltanto l’immagine, non è soltanto suono. quel fotografo nel film proietta la propria visione in un mondo blu… allunga la prospettiva… mette aria tra se e il mondo… un aria che sa di blu, appunto. L

  11. Voglio dire.La complicità nasce dalla conoscenzanon ” della cosa” ma delle cose.Se cè questa complicità, non puo’ esserci misunderstanding o imbararazzo, di fornte ad un’omaggio per un omaggio:E’ soltantoSfasciare una chitarra, rompere “la cosa ” liberarsi della cosa. Non so se Blu. off topic è disbanded.

  12. Se dici: perfavore posso avere delle salviette? la signorina non ti capisce, forse in inglese è towels? Slade non mi è passato innoservato.-

  13. certo, l’apertura verso nuovi ambienti, penso alla Londra nel film, ha significato anche uno scioglimento di vecchie forme, di colori ormai sbiaditi, ma io ci vedo anche una maniera di ritagliare una porzione del mondo e di riproporre le ambiguità che il personaggio si porta addosso… è come se il fotografo avesse nelle mani quella tavolozza, ma non sa ancora di che colore sarà quel suo paesaggio…non so se blu, continua a ripetersi… L

  14. sembra la frase di totò noios voulovons savoire: Je ne connais plus l’acceleration de mon coeur. Voilà. ma tornando ai fiori blu: Chuang-tzé sogna di essere una farfalla; ma chi dice che non sia la farfalla a sognare di essere Chuang-tzé? Queneau gioca con le parole in quel bel libro… una lente d’ingrandimento sulla bizzaria della vita umana…L

  15. All’inizio quindi il blu faceva bene? Il più grande rastaman del mondo qualche tempo dopo poi disse: “If you’re not happy, then you must be blue”. Adoro il blu.

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